Storie dal passato del mondo: La Madonna del Fuoco

Storie dal passato del mondo: La Madonna del Fuoco

Per maggio, mese della Madonna, raccontiamo una storia molto particolare..

Da sempre Forlì, in Emilia Romagna, ha come protettrice la Madonna del Fuoco, festeggiata il 4 febbraio.  

La Madonna del Fuoco è una delle più note xilografie con l’immagine della Beata Vergine con in braccio Gesù, originariamente realizzata su carta, per poi venir incollata e inchiodata su una tavola lignea, databile tra la fine del Trecento e i primi anni del Quattrocento.

Questa immagine era collocata dal 1425 sul muro della scuola di Forlì dove insegnava il pittore emiliano Lombardino da Riopetroso e li, durante l’inverno,  all’interno della scuola era acceso un focolare, poi spento alla fine delle attività didattiche.

Ma la notte del 4 febbraio 1428 chi era addetto allo spegnimento del focolare non si assicurò che le ceneri fossero spente e subito dopo divampò un incendio che si estese a tutto l’edificio.

La popolazione accorse ma le fiamme continuarono ad ardere e quando finalmente si spensero, della scuola c’erano  macerie annerite e solo la xilografia della Madonna era rimasta praticamente intatta.

Così il legato pontificio Monsignore Domenico Capranica, ordinò che l’immagine fosse esposta nel duomo della città.

La Madonna con il Bambino inizialmente venne collocata nella Cappella di San Bartolomeo, poi fu spostata nella navata sinistra del Duomo, nel 1636, alla fine dei lavori di costruzione.

In seguito, nell’attuale Piazza Aurelio Saffi, venne eretta una colonna sormontata da una statua in marmo dedicata alla Madonna, oggi nella piazza adiacente al Duomo.

Questo miracolo ogni anno, nella giornata del 4 febbraio, viene rievocato con celebrazioni ed eventi che coinvolgono tutta la città.

Alla tradizione popolare, scandita dalle celebrazioni liturgiche, si affianca il clima festoso delle vie del centro, che si popolano di prodotti tipici locali, come la Piadina della Madonna, un pane dolce semplice e antico, con semi di anice e zucchero.

Questo pane dolce è legato ad un’altra tradizione, infatti si dice che durante un periodo di carestia, grazie alle donazioni fatte dai devoti alla Madonna del Fuoco, si poterono acquistata gli ingredienti per sfornare il pane per sfamare i poveri.

Nel corso dei secoli la festività della Madonna del Fuoco è diventata il simbolo d’unione nella cultura forlivese e di una città che per un giorno è in festa.

Inoltre il 4 febbraio, quando i forlivesi omaggiano la Madonna del Fuoco, anche un’altra città romagnola, Cervia, ricorda tale evento, in un luogo dove il culto della Beata Vergine risale al Rinascimento.

La storia cominciò con la permanenza a Cervia del vescovo forlivese Francesco Maria Merlini, che fece erigere la diocesi nel 1635, ma solo nel 1653 comparve nelle cronache la partecipazione dei Salinari ai festeggiamenti della Madonna del Fuoco,  che poi si riunirono in una confraternita che prese il nome di Confraternita della Beata Vergine del Fuoco.

Ogni 4 febbraio la confraternita portava a Forlì il crocifisso della Madonna del Fuoco, conservato nella Chiesa del Suffragio, con il sale ed altri oggetti preziosi conservati all’interno della Sacrestia della Cappella della Madonna del Fuoco.

Ancora oggi Cervia, ogni 4 febbraio, invia una delegazione a Forlì per rendere omaggio alla Beata Vergine.

Paola Montonati

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