Estate a tutta velocità: Circuito di Long Beach

Estate a tutta velocità: Circuito di Long Beach

Correre sulle strade della California…

La città di Long Beach, nella parte sud di Los Angeles, non era in una buona situazione verso la metà degli anni Sessanta poichè, nonostante la presenza del porto militare ne avesse fatto una zona piuttosto ricca, la parte verso sud era nota per essere piuttosto malfamata.

Nel 1967 ci fu un primo tentativo di cambiamento con l’acquisto da parte delle autorità locali della nave Queen Mary e la decisione di lasciarla nella baia per tentare di migliorare un po’ le cose, ma fu solo nel 1974 che il governo californiano decise di modificare del tutto la zona con un investimento di diversi milioni di dollari.

La decisione del governo californiano attrasse le attenzioni di Chris Pook, uomo d’affari inglese, che coltivava l’idea  di trasformare Long Beach in una Montecarlo americana.

Pook convinse il governo californiano che si poteva trasformare la zona del porto in una pista per le corse automobilistiche.

Nel 1975 si svolse una gara di Formula 5000, ma il  tracciato era difficile e pieno di buche con un asfalto molto irregolare, che portava nella zona della Ocean Boulevard.

La gara fu vinta da Brian Redman dopo che la Lola di Tony Brise dominò gran parte della gara, ma dovette ritirarsi a causa di un guasto.

Un anno dopo la F1 cominciò ad interessarsi a Long Beach come alternativa al Gran Premio degli USA che si svolgeva a Watkins Glen.

Nel 1976 la gara di F1 fu vinta dalla Ferrari di Clay Regazzoni, ma la maggior parte della stampa era concentrata sulle vicende sentimentali di James Hunt e della ex moglie Susy, arrivata al Gran Premio con il nuovo amore, l’attore Richard Burton, oltre alle polemiche tra lo stesso Hunt e Patrick Depailler, protagonisti di un incidente che mise fuori gioco il primo.

Le cose andarono meglio per i tifosi americani nel 1977 quando Mario Andretti vinse il Gran Premio con la Lotus dopo una dura battaglia con Niki Lauda e Jody Scheckter e il successo e l’interesse per la gara aumentarono grazie alle prestazioni spericolate di Gilles Villeneuve che vinse la gara nel 1979, non prima di aver guidato alla grande nell’edizione del 1978.

Da allora il circuito fu leggermente modificato con l’aggiunta di una chicane e piccole modifiche nella zona della Shoreline.

Si continuò a correre a Long Beach e ben presto il Gran Premio fu un classico del calendario di F1, protagonista non solo di gare memorabili come quella del 1983 che vide la McLaren di Watson vincere dopo essere partito 22esimo e soprattutto dopo un epico duello tra Rosberg e Tambay.

Ma fu anche protagonista di eventi drammatici come nell’edizione del 1980, che mise fine alla carriera di Clay Ragazzoni.

Il pilota svizzero fu protagonista di una drammatica uscita di pista alla Shoreline Drive, quando al momento della frenata dopo un rettilineo da 280Km/h si staccò la saldatura del pedale dei freni, lasciandolo senza freni.

Clay cercò di scalare drammaticamente le marce della sua Ensign, ma non fece in tempo ed andò a scontrarsi con la Brabham di Zunino ferma nella via di fuga.

L’impatto con la vettura ferma ed il successive schianto contro le barriere provocarono il distacco del motore Cosworth che colpì Clay alla schiena, paralizzandolo e ponendo fine alla sua carriera.

Alla fine del 1983, dopo un mancato accordo tra Ecclestone e Pook sulle royalties da pagare, la F1 abbandonò Long Beach, ma il circuito si reinventò ospitando gare del campionato CART, continuando a rimanere protagonista di gare memorabili.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it