L’estate nella mitologia romana

L’estate nella mitologia romana

Il solstizio d’estate, che cade tra il 20 e 21 giugno, dove il Sole culmina allo Zenith, trovandosi così nel punto più alto della volta celeste, è sicuramente uno dei periodi più amati e ricchi di leggende, miti, tradizioni e storia.

In questo giorno il Sole, simbolo del Fuoco, entra nel segno del Cancro, segno d’acqua, dominato dalla Luna, così , Sole e Luna, Fuoco e Acqua, Luce e Ombra, Maschio e Femmina, Positivo e Negativo si fondono in un matrimonio divino, in grado di generare energie positive e benefiche sul pianeta.

Da sempre, questo giorno è caratterizzato da riti propiziatori ed esorcizzanti che si sono in parte metamorfizzati nel passaggio dal Paganesimo al Cristianesimo

Il termine “solstizio” infatti significa  “sole stabile, stazionario”, dove  il Sole arriva al punto più settentrionale del suo percorso in cielo, senza alzarsi ed abbassarsi rispetto all’Equatore celeste. Le feste solstiziali iniziano con le prime civiltà agricole e i Celti festeggiavano questo giorno con riti in cui il fuoco, simbolo del Sole, era l’elemento fondamentale, usandoli per scacciare gli spiriti maligni, sacrificando gli animali sulle fiamme e, stando a quanto dicono Strabone e Cesare, praticando sacrifici umani.

Per i Greci, il solstizio d’estate era La porta degli uomini, mentre quello invernale era La porta degli Dei, visti come elementi di comunicazione tra la dimensione spazio-temporale finita dell’uomo e quella aspaziale e atemporale delle divinità.

Nell’antica Roma, le feste solstiziali erano dedicate a Giano bifronte, rappresentato con due volti, uno barbuto e l’altro giovanile o femminile,  che, ruotando sulla sua terza faccia invisibile, cioè l’asse del mondo, conduce alle due porte solstiziali, quindi è suo il compito di accompagnare il passaggio da uno stato all’altro.

L’inizio astronomico dell’estate è il 21 giugno, mentre il 24 si festeggia la nascita di San Giovanni Battista, fissata dalla tradizione a 6 mesi esatti prima della nascita di Gesù.

San Giovanni è l’unico Santo di cui si festeggia la nascita non intesa come morte il 24 giugno, e la morte , il 29 agosto, in  un privilegio che condivide con la Madonna.

Per i cristiani i guardiani delle due porte delle stagioni sono i due Giovanni,  San Giovanni Battista, che governa sul solstizio d’estate e San Giovanni Evangelista, che presiede al solstizio invernale. Infatti, la festa di san Giovanni Battista, detta san Giovanni d’estate, ricorre il 24 giugno e quella di san Giovanni Evangelista, detta san Giovanni d’inverno, il 27 dicembre, le stesse date in cui i Collegia Fabrorum festeggiavano Giano.

 Nel Cristianesimo sono così le feste di san Giovanni Battista e san Giovanni Evangelista ad essere in rapporto con i due solstizi.

La somiglianza fonetica fra Janus (Giano) e Joannes (Giovanni) porterebbe a ritenere che la collocazione delle feste dei santi Giovanni in prossimità dei due solstizi non sia stata casuale, ma servisse a riscrivere il culto arcaico in termini cristiani per non sradicare un costume così tanto sentito e diffuso tra la gente, che viveva i solstizi come momenti di transizione, nei quali era possibile trasformare e sviluppare la rispettiva condizione interiore.

Paola Montonati

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