Teatro Galli di Rimini

Teatro Galli di Rimini

La storia del Teatro Gallì comincia il 15 maggio 1841 quando, dopo una serie di progetti elaborati da archetetti locali, fu incaricato del progetto per la realizzazione del Nuovo Teatro di Rimini l’architetto Luigi Poletti di Modena.

Il Teatro venne realizzato a spese del Comune e di una Società di azionisti, rappresentata dagli esponenti dell’aristocrazia e della borghesia, molto legati all’esperienza napoleonica.

Poletti progettò un Teatro all’italiana, ma con alcune significative varianti, come la sala della musica, che  aveva quattro ordini e 23 palchi ciascuno, e le ampie scale circolari del Foyer, studiate secondo le esigenze di sicurezza e di comodità della società del tempo. I

Il 17 marzo 1843 furono avviati  i lavori dall’appaltatore Pietro Bellini di Rimini e il corpo di fabbrica del nuovo Teatro venne ediificato sull’avancorpo dell’antico fabbricato dei Forni settecenteschi affacciato sulla piazza della Fontana, oggi Piazza Cavour.

Nell’estate 1857, il Teatro fu inaugurato da Giuseppe Verdi, che presentò una nuova opera, Aroldo, composta appositamente e nel 1859 venne dedicato a Vittorio Emanuele II.

In seguito nel 1898 fu  realizzato nella sala da ballo al piano superiore, rimasta sino ad allora al grezzo, il teatro figlio, poi demolito,  alzando due ordini di gallerie e sistemando il palcoscenico fra i piani delle scale.

Fra gli anni 1916 – 1923 l’edificio fu lesionato dal terremoto e venne chiuso poi, oltre ai necessari restauri, fu installato l’impianto elettrico, sostituito il lampadario e ricavato il golfo mistico riducendo la lunghezza del palcoscenico.

Nel 1923 il Teatro riaprì con l’opera Francesca da Rimini di Zandonai.

Tra gli anni 1930-1943 il Teatro visse  una fiorente stagione lirica che si conclude nella primavera del 1943, con Madama Butterfly .

Il 28 dicembre 1943, nel corso di un bombardamento aereo, il Galli venne centrato dalle bombe che provocarono il crollo del tetto della sala, ma non distrussero completamente la sala della musica.

Nell’immediato dopoguerra il Teatro fu occupato dai militari e poi, dai riminesi stessi, saccheggiato di arredamenti, mobilio, lampadari per utilizzare i materiali allo scopo di ricostruire le abitazioni distrutte dalla guerra.

Nel 1947 il Teatro, semidistrutto, venne dedicato al musicista Amintore Galli (1845-1919), critico musicale e compositore famoso a livello nazionale e mondiale, per il successo di un inno del lavoratore con il testo scritto da Filippo Turati.

Solo nel 1975 venne realizzato il primo restauro dell’avancorpo del Teatro, fu  rinnovata la pavimentazione degli atri e delle sale laterali, consolidati con travi in ferro il piano e il soffitto della sala Ressi, restaurate le decorazioni e le pitture, impermeabilizzato l’esterno dell’edificio

Negli anni a seguire il Foyer fu utilizzato per lo svolgimento del Consiglio Comunale e nel 1997, grazie a un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ravenna completò il restauro delle facciate esterne, delle superfici decorate nella Sala delle Colonne e nella Sala Ressi e al rifacimento di alcune pavimentazioni .

Fu nel 2010, dopo un lungo dibattito culturale sulle modalità di ricostruzione del Teatro Galli, che venne  approvato il progetto per  la  ricostruzione della Sala e del Palcoscenico.

Il Teatro Amintore Galli di Rimini tornò ad alzare il suo sipario nel 2018 con  la straordinaria voce di Cecilia Bartoli, mezzosoprano stella della lirica mondiale, che presentò Cenerentola in forma semiscenica, accompagnata dai Musiciens du Prince.

Paola Montonati

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