Vega

Nel cielo di luglio, culmine dell’estate, una serie di astri luminosi compongono figure inconfondibili sulla volta celeste.

In questo mese si vedono le costellazioni primaverili declinare verso Ovest, mentre a Nord-Ovest e Nord-Est si trovano rispettivamente la sempre presente costellazione dell’Orsa Maggiore con l’asterismo del Grande Carro e Cassiopea, oltre alla brillante stella Arturo del Boote.

Da Sud-Sud/Est lo scenario celeste si fa accattivante con la presenza della Via Lattea che inonda il cielo di stelle e le costellazioni più belle e significative, come Sagittario, Scorpione e Ofiuco che, seppur non appariranno alte nel cielo, sono  i principali oggetti di riferimento nell’osservazione e nell’astrofotografia del periodo estivo.

Tra le costellazioni della fascia zodiacale, quella dello Scorpione è una figura facilmente individuabile, con la sua tipica conformazione che ricorda proprio la sagoma di uno scorpione e la brillante stella alfa Antares.

Nel nostro emisfero lo Scorpione è osservabile dal mese di maggio fino ad agosto, vicino al centro della Via Lattea, basso all’orizzonte.

Brillante e luminosa, la stella principale della costellazione dello Scorpione è Antares, una supergigante rossa  a circa 600 anni luce dal Sistema Solare, con una magnitudine apparente 1,06 ed è una delle stelle più grandi conosciute.

Le leggenda racconta che il cacciatore celeste Orione era innamorato della bellissima sorella gemella di Apollo, Artemide, tiratrice d’arco.

Questa relazione non era vista di buon occhio da Apollo che considerava l’arrivo del giovane sull’isola di Delo e la relazione con Artemide una profanazione e così ricorse l’aiuto della Madre Terra, che scatenò sul cacciatore la furia di un gigante e velenosissimo scorpione.

Contro l’attacco del velenoso pungiglione dello scorpione a nulla valse la forza di Orione che, una volta andato incontro al suo tragico destino, fu collocato sulla volta celeste ed eternamente inseguito dallo Scorpione, in un sorgere e tramontare delle costellazioni sulla volta celeste.

In una regione di cielo molto ricca di oggetti interessanti, a Nord-Ovest del centro della Via Lattea, c’è la costellazione dell’Ofiuco, una figura che interseca la fascia dello Zodiaco, a cavallo dell’equatore celeste, in una posizione che la rende osservabile da quasi tutte le aree del pianeta, tranne  le regioni polari.

Tra i miti che aleggiano intorno alla costellazione di Ofiuco quello più noto è il mito che si rifà al dio della medicina Asclepio, figlio di Apollo e Coronide.

Secondo la leggenda Coronide, con in grembo il figlio di Apollo, tradì quest’ultimo con un mortale, e il dio seppe tutto da un corvo che, anziché ricevere una ricompensa per averlo informato dei fatti, venne trasformato da uccello candido qual era in un corvo nero.

Apollo scagliò una freccia mortale contro Caronide in un impeto di gelosia, poi strappò dal grembo di Caronide il piccolo, consegnandolo alle cure del centauro Chirone, che insegnò al giovane la sua conoscenza e all’applicazione delle tecniche di guarigione e di caccia.

Così Asclepio acquisì tutto il sapere possibile, divenendo abile nel salvare le vite umane e anche nel resuscitare i morti, questo però preoccupò Ade, dio dell’oltretomba, che si rivolse a Zeus il quale punì il medico, fulminandolo.

Nonostante tutto, Apollo, al fine di placare le ire del padre degli dei, rese Asclepio immortale, trasformandolo nella costellazione di Ofiuco e collocandolo nella volta celeste per l’eternità.