Il fascino e la classe della moda di Giorgio Armani

Il fascino e la classe della moda di Giorgio Armani

Auguri a re Giorgio, per i suoi meravigliosi,  eleganti ottantotto anni!

Giorgio Armani è nato  l’11 luglio 1934 a Piacenza, da una famiglia di origini italo – armene.

Nel 1957, dopo due anni di studi presso le Facoltà di Medicina della Statale di Milano, abbandonò l’università per iniziare un lavoro procuratogli dalla sua cara amica Rachele Enriquez.

Divenne così collaboratore, come buyer  e come assistente fotografo per un team di architetti presso la Rinascente del Duomo di Milano, dove fu subito notato e già agli inizi degli anni Sessanta iniziò a collaborare con il noto stilista Nino Cerruti, che da pochi anni aveva ereditato la famosa azienda tessile di famiglia a Biella.

Per rilanciare il marchio di famiglia, Cerreti cercava nuovi talenti, assunse nel 1964 Giorgio Armani, che pur non avendo nessuna esperienza nel campo della moda lo aveva colpito.

Fu successivamente intorno agli anni Settanta, dopo la conoscenza di Sergio Galeotti, che sarà per anni il suo compagno di vita, che Giorgio fu spronato a intraprendere una carriera da stilista e a creare la sua prima linea di moda.

E così nel 1974 Giorgio Armani lanciò la sua linea Armani by Sicons e un anno dopo fondò l’azienda Armani S.p.a.

Fin da subito sulle passerelle di Armani comparvero elementi rivoluzionari, che determinarono il successo inarrestabile del brand.

Il punto di partenza di Giorgio Armani sono state le giacche, definite destrutturate, delle quali rivoluzionò il design, rendendole più consone per chiunque le indossasse.

Armani infatti eliminò l’imbottitura e la contro-fodera, trasformandole in un capo leggero e funzionale, sia per gli uomini che per le donne.

Grazie a questa nuova tipologia di giacca, mai ideata da nessuno, Giorgio conquistò il successo nel panorama internazionale e l’immortalità del suo nome nel mondo della moda, con uno stile ispirato ai film in bianco e nero e all’America del primo Novecento, e utilizza per i suoi capi dei colori freddi, come il blu, detto blu-Armani, presente in ogni sua collezione, oltre a un nuovo colore, il greige,  fra il grigio chiaro e il beige.

Un’altra ispirazione per lo stilista è  la cultura orientale e araba, visibile soprattutto nelle sue camice dal collo alla coreana e cappotti simili a djellaba.

Negli anni Ottanta Armani  curò gli abiti di scena per il film con Richard Gere American Gigolò e nel 1982 la rivista statunitense Time gli dedicò una copertina eleggendolo L’uomo dell’anno.

Anche nell’ambito sportivo Giorgio  ha lasciato il segno, disegnando la divisa della squadra del Chelsea e della Nazionale di calcio inglese, inoltre nel 2012 ha realizzato le divise per la Nazionale italiana per le Olimpiadi.

Negli anni lo stilista ha dato vita ad un impero economico grazie alla Giorgio Armani S.p.a. che ha consolidato la sua fortuna in numerosi settori e non solo nella moda.

Il primo è Giorgio Armani, noto anche come Black Label, il suo core brand, seguono Emporio Armani, caratterizzata da una linea più giovanile e trendy, AJR Armani Junior, la linea dedicata ai bambini e agli adolescenti, AX Armani Exchange, la linea fast fashion, Armani Casa, specializzata in arredamento di lusso, Armani Fiori, dedicata ad allestimenti floreali e complementi d’arredo associati, Armani Dolci, dedicata interamente ai dolci, la cui produzione è affidata all’azienda Venchi, EA7, per i capi sportivi e l’abbigliamento tecnico e Armani Privè, la linea di alta moda.

Secondo alcune riviste del settore, come StartUp Magazine, Giorgio Armani è uno degli uomini italiani più ricchi al mondo, con un patrimonio personale pari a 8,5 miliardi di dollari, che ne fanno il numero 4 in Italia e il numero 174 al mondo.

Paola Montonati

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