Lo Street Food a Dongo

Lo Street Food a Dongo

Rolling Truck Street Food sbarca con il suo viaggio itinerante in una delle location dal panorama mozzafiato più belle del Lago di Como, il piccolo borgo di Dongo.

Dal 29 al 31 luglio ci saranno tre giorni all’insegna del miglior cibo di strada, dove caratteristiche cucine su ruote delizieranno con piatti nazionali e internazionali oltre a una selezione di birre artigianali e drink per serate sotto il cielo stellato.

Ci sarà della buona musica con DJ set coinvolgenti e la magia degli artisti di strada per un week end di puro intrattenimento.

Dongo deve il suo nome al latino Dominicus, con significato di ‘padronale, del padrone’, che tramite un non attestato Domnicus è giunto all’attuale denominazione.

Un motivo del suo sviluppo economico fu l’ubicazione lungo la strada di collegamento fra il lago lungo la Val Mesolcina e il cantone dei Grigioni, che veniva utilizzata soprattutto da quanti dovevano trasportare il minerale di ferro.

Dal punto di vista ecclesiastico, ospitò la pieve matrice di Santo Stefano protomartire.

Fortificata da mura nell’età dei comuni, Dongo appartenne ai Visconti nel XIV secolo e a Gian Giacomo de’ Medici (detto il Medeghino), nella prima metà del XVI, verso la fine dello stesso secolo, la pieve di Dongo insieme alla pieve di Sorico e a quella di Gravedona, costituì la zona denominata delle Tre Pievi, di cui condivise le vicende politiche, dipendente dal ducato di Milano. In seguito, dopo essere appartenuta alla corona spagnola , divenne proprietà del cardinale di Como, Tolomeo Gallio, che la ebbe come feudo.

Agli inizi del XVIII secolo i donghesi tentarono di liberarsi dal dominio spagnolo, approfittando della guerra di successione spagnola, nel tentativo di passare all’Austria.

Anche nella storia contemporanea è ricordato il suo nome infatti,  durante la seconda guerra mondiale, le forze partigiane vi arrestarono Mussolini e i suoi ministri, che furono fucilati nella piazza presso il molo.

Il patrimonio storico-architettonico di Dongo comprende palazzo Manzi, sede municipale, uno degli edifici più interessanti della zona, fra quelli risalenti al periodo napoleonico,  la chiesa parrocchiale di Santo Stefano, il cui primo nucleo risale all’epoca romanica, la chiesa di San Lorenzo; l’oratorio di San Gottardo; il santuario della Madonna delle Lacrime, dove sorge un convento francescano; la chiesa di Santa Maria, dell’epoca romanica, in seguito ristrutturata.

Dal punto di vista urbanistico Dongo si è esteso verso est, nei pressi della zona industriale, dove veniva estratto il ferro.

Paola Montonati

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