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Dopo due anni di stop torna il Palio dell’Oca di Cagli, nelle Marche,  giunto alla sua trentaseiesima edizione, che dal 6 agosto fino alla serata del 14, animerà le vie e le piazze della città, accompagnando i visitatori in uno straordinario viaggio nel Rinascimento.

A rendere unica l’esperienza sarà, come da sempre, la sfida tra i quattro quartieri storici della città, Sant’Agostino, Sant’Angelo, San Francesco e Sant’ Andrea che daranno vita all’omonimo gioco da tavolo raffigurando arti, mestieri, personaggi del Rinascimento cagliese e sfidandosi in prove avvincenti e spettacolari.

La prima notizia di un “gioco dell’oca” risale allo storiografo cagliese Antonio Gucci che nei suoi Annali lo inserì nell’elenco dei giochi che si disputavano a Cagli nel 1543, senza fornirne ulteriore descrizione.

Questo dato fu il punto di partenza per la ben più recente tradizione del palio storico la cui prima edizione risale al 1987.

A sfidarsi sono i quattro quartieri cittadini contrassegnati dai tradizionali colori, Sant’Agostino (rosa e nero), Sant’Andrea (giallo e azzurro), Sant’Angelo (rosso e blu) e San Francesco (rosso e verde).

La manifestazione trae la sua ispirazione dal tradizionale gioco da tavola, ma si tiene all’aperto, dal 2002 negli spazi dell’Arena di Sant’Emidio, precedentemente nel suggestivo scenario di Piazza Matteotti.

A fare da segnapunti c’è un rappresentante di ciascun quartiere che avanza di postazione in postazione a seconda dell’esito del lancio del dado.

Obiettivo del gioco è raggiungere l’ultima casella, la numero 54 che raffigura San Geronzio con i suoi simboli, il putto e l’oca bianca.

A complicare il percorso ci sono una serie di sfide a duello tra i diversi quartieri il cui esito conferma l’avanzamento del giocatore o ne stabilisce l’arretramento al punto precedente al tiro di dado.

Raggiunta la casella di arrivo al quartiere vittorioso è consegnato il palio, cioè la statua in metallo dell’oca simbolo del Santo patrono.

Possono iniziare così ufficialmente i festeggiamenti presso le taverne, aperte già dalla sera prima, che propongono in ogni quartiere una selezione di piatti tipici locali.

Il prologo della disputa è il corteo storico, che con i suoi 450 figuranti in preziosi abiti rinascimentali, ridisegna le vie cittadine per riconsegnarle ai fasti del pieno Cinquecento, con tra i partecipanti illustri il Duca di Urbino. accompagnato dal podestà e da grandi ufficiali.

Il giorno del palio è preceduto dalla cerimonia di investitura dei capitani di quartieri, riproposta con estrema fedeltà storica, che si chiude nella Basilica Cattedrale con l’accensione della lampada votiva in onore di San Geronzio per invocare la protezione del Santo patrono.

Dal 2003 si affianca al Palio il Paliotto che si disputa la prima domenica di agosto.

Le modalità di svolgimento sono simili a quelle del tradizionale Giuoco dell’Oca, ma a sfidarsi e rappresentare il proprio quartiere sono bambine e bambini tra i 10 e i 14 anni e l’organizzazione dell’evento è a cura dell’Associazione Giochi Storici Cagli.