Frascati e le ville Tuscolane

Frascati e le ville Tuscolane

Appena ci lasciamo alle spalle il polverone e il caos di Roma e del GRA (Grande Raccordo Anulare) la strada prende un’aria antica e ben presto il verde intenso dei colli Albani e una gradevole luce paglierina inondano l’antica via Tuscolana, che ci permette di salire e raggiungere Frascati.

Per godersi la quiete suggerita da questo suggestivo territorio, basterebbe questo. Giusto qualche ora all’ombra di una fraschetta, le tipiche osterie con il gradevole pergolato esterno (le frasche appunto) di cui Frascati è piena. In mano un bicchiere di vino dei Castelli, la vera essenza di questa terra, una bruschetta casereccia e il gioco è fatto.

Nata in seguito alla distruzione dell’antica Tusculum, nel 1191, l’area di Frascati era disseminata di ville patrizie già in epoca romana, come dimostrano i ritrovamenti appartenenti alla villa di Lucullo (117-57 a.C.) e alla dinastia imperiale dei Flavi (69-96 d.C.).

Dal XVI secolo, grazie all’apprezzamento crescente di papi e nobili famiglie romane, Frascati riceve un notevole impulso sia urbanistico che culturale, pur conservando tuttavia una certa veracità d’animo, popolare e affascinante.

Nel Settecento diventa tappa obbligata per tutti gli illustri viaggiatori del Grand Tour, tra i quali Goethe, Stendhal, Mark Twain, Ibsen ed Emile Zola. Fiore all’occhiello della cittadina sono proprio le sue eleganti e imponenti Ville Tuscolane, dimore di villeggiatura appartenute a famiglie dell’aristocrazia romana ed esponenti della corte pontificia.

La più importante, che merita sicuramente una visita, è senza dubbio villa Aldobrandini, detta anche villa Belvedere, un’enorme e plurisecolare costruzione eretta alla fine del Cinquecento per volere del cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII.

All’interno si ammirano ancora oggi mirabili affreschi del pittore barocco Cavalier d’Arpino (1568-1640) ma soprattutto del Domenichino (1581-1641), che qui realizzò la magnifica sala del Parnaso, ubicata all’esterno del corpo principale del palazzo, subito a destra del ninfeo.

L’elegante e vasto giardino presenta inoltre spaventose sculture di mostri e animali mitologici del tutto simili a quelle del celebre parco dei Mostri di Bomarzo.

Tra le altre ville Tuscolane degne di nota, si ricordano, tutte risalenti alla seconda metà del Seicento, villa Falconieri restaurata a partire dal 1628 da Antonio Sangallo il Giovane e dal Borromini, villa Torlonia con la monumentale fontana chiamata il Teatro delle Acque aperta di Carlo Maderno (1607-1625), e l’elegante villa Tuscolana, detta anche Rufinella, restaurata nel 1773 dall’architetto Luigi Vanvitelli per conto dell’ordine dei Gesuiti.

Passeggiando per il centro storico di Frascati, non mancate di ammirare la bella e iconica facciata della cattedrale barocca di San Pietro, realizzata alla fine del Seicento in pietra Tuscolana delle cave della vicina località di Monte Porzio Catone e travertino di Tivoli.

FONTE: SiViaggia

Riccardo Reina

Riccardo Reina

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