nativita3

Presso il Pontificio Collegio Gallio di Como fino al 6 gennaio si terrà la grande mostra dei Presepi, che racconta anche la storia di questa singolare arte.

Il primo presepe nel senso moderno del termine fu quello inscenato da San Francesco d’Assisi durante il giorno di Natale del 1223, nel piccolo paese di Greccio, vicino a Rieti.

Nel 1220 San Francesco aveva compiuto un pellegrinaggio in Terra Santa per visitare i luoghi della nascita di Gesù Cristo, ed era rimasto talmente colpito da Betlemme che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di uscire dal convento di Greccio per inscenare la rappresentazione della natività.

Seguendo il suo esempio, le prime rappresentazioni della natività con tanto di scenografia e statuine scolpite apparvero nelle chiese, vicino ai dipinti che trattavano lo stesso argomento.

Partendo da Greccio, il presepe divenne una tradizione popolare che si allargò in maniera capillare in tutta l’Italia centrale e in Emilia.

Nel corso del XV secolo il presepe raggiunse la città di Napoli e nelle decadi successive, soprattutto in seguito all’invito che Papa Paolo III rivolse ai fedeli attraverso il Concilio di Trento, conquistò un posto anche nelle case nobiliari, sotto forma di soprammobile o come una cappella in miniatura.

Fu però il Settecento il periodo più fiorente per il presepe, che ormai aveva raggiunto gran parte d’Italia e veniva già declinato nelle differenti tradizioni popolari. A Napoli, il presepe raggiunse livelli espressivi originali e ricercatissimi, divenendo motivo di vanto per le famiglie che facevano a gara per avere l’allestimento più sfarzoso.

Nel corso del XVIII e del XIX secolo la tradizione del presepe guadagnò nelle abitazioni delle persone comuni il posto centrale che ancora oggi occupa nelle festività natalizie.

Ora Como Città dei Balocchi vuole esaltare la storia e l’importanza di quest’usanza rinnovando una mostra che quest’anno trova spazio presso il Pontificio Collegio Gallio, storica istituzione comasca che da più di 400 anni racconta la passione per la cultura, l’amicizia, la formazione umana e spirituale.

Sotto i caratteristici portici del primo chiostro del Collegio Gallio, diversi artisti espongono i loro presepi che, pur mantenendo il loro significato originale, rappresentano delle variazioni sui temi più classici in termini di materiali e ispirazione artistica.

C’è chi ama rifarsi allo stile classico e chi invece predilige interpretazioni ricercate, con creazioni per tutti i gusti, in uno spazio che unisce storia e arte, abilità artigiana e tradizione.

L’allestimento della mostra è stato curato in collaborazione con gli insegnanti di Arte del Pontificio Collegio Gallio.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 14:30 alle  18:30, chiusa il 25 dicembre e il 1 gennaio.