I riti della Pasqua a Caltanissetta

I riti della Pasqua a Caltanissetta

Durante la Settimana Santa, Caltanissetta, nel cuore della Sicilia, diventa un grande teatro dove, dalla Domenica delle Palme alla fino a Pasqua, si tengono maestose processioni e riti. 

Le celebrazioni iniziano con le rappresentazioni teatrali del Lunedì e del Martedì Santo ed entrano nel vivo il Mercoledì Santo con la Processione della Real Maestranza, un corteo di 400 persone delle più antiche corporazioni artigiane.

La Real Maestranza nacque nel 1554 come milizia per difendere la città dalle incursioni turche, e si chiamava così perché composta di artigiani e maestri d’arte.

Solo nel 1806 divenne la Real Maestranza, ricevendo il titolo da Re Ferdinando I delle due Sicilie.

Oggi, il suo imponente corteo, costituito dai rappresentanti delle più antiche corporazioni artigiane, simboleggia la nascita dell’identità della città siciliana.

Il personaggio principale della manifestazione è il Capitano, eletto ogni anno tra i rappresentanti delle categorie artigiane, che si veste secondo la tradizione settecentesca: marsina e feluca con piuma nera e coccarda tricolore, fascia tricolore con lo stemma della Repubblica Italiana alla cintura e spadino con l’elsa dorata.

La mattina del Mercoledì Santo, intorno alle 9, i rappresentanti delle dieci corporazioni della città, in abito nero, e una banda musicale, accompagnano il Capitano dalla sua abitazione fino all’ingresso del palazzo comunale dove il sindaco gli consegna la chiave della città, poi avviene la consegna del Santissimo Crocifisso velato nella cappella dell’atrio della biblioteca Scarabelli ed ha inizio la processione eucaristica.

Il Capitano, che indossa calze di seta, guanti e cravatta neri e porta in braccio il grande crocifisso velato di nero, è preceduto nel corteo dall’alfiere e dallo scudiero, lo seguono l’alabardiere e il portabandiera.

A mezzogiorno, la Real Maestranza esce dalla Cattedrale in solenne processione, accompagnando il Santissimo portato dal vescovo in uno splendido ostensorio d’oro.

Le Varicedde, nella sera del Mercoledì Santo, preannunciano l’evento del giorno successivo, quando entreranno in scena le Vare, simbolo della Settimana Santa nissena e la loro sfilata in processione per le vie del centro storico, contribuisce a rafforzare il clima della vigilia.

Durante tutto l’arco dell’anno, le Varicedde sono custodite nelle abitazioni delle famiglie proprietarie e la sera del Mercoledì Santo, intorno alle 19, vengono riunite in piazza Garibaldi per la processione.

La sera del Giovedì Santo le strade del centro storico di Caltanissetta sono affollatissime per la processione delle Vare, solennizzata dalla Congregazione di san Filippo Neri, che porta in giro, già nel Seicento, nelle chiese della città dei gruppi di cartapesta con scene della passione alte circa cinquanta centimetri.

Nel 1840 la processione fu ripresa, quando il farmacista Giuseppe Alesso e suo figlio Michele costruirono sette vare e diedero un nuovo impulso alla tradizione del Giovedì Santo.

Ma solo nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, le grandi Vare presero le dimensioni e l’aspetto artistico attuale, grazie alla prosperità che la città aveva acquisito con il commercio mondiale dello zolfo.

I Biangardi, scultori napoletani di ottimo livello, lavorarono a Caltanissetta dal 1883 al 1902 per realizzare i capolavori di cartapesta e di tela olona che sfilano il Giovedì Santo, accompagnati da sedici bande che suonano marce differenti, seguiti e preceduti da fedeli e da autorità, decorati da fiori e da lumi, in una manifestazione dall’aspetto corale.

Nella giornata del Venerdì Santo si tiene la Processione del Cristo Nero, un piccolo Crocifisso che sarebbe stato ritrovato in una grotta tra due candele accese, che è portato a spalla e a piedi scalzi dai Fogliamari, i vecchi raccoglitori di verdure selvatiche.

La Settimana Santa si chiude con il corteo della Domenica di Pasqua e la messa, dove, alla fine della celebrazione liturgica, il Capitano restituisce le chiavi della città al sindaco, mentre fuori, tra il suono delle campane e i mortaretti, sono liberate le colombe bianche, simbolo di pace.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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