Il Medio Po sarà protetto dall’Unesco

«Il mio vero nome è Giovanni Luigi Brera. Sono nato l’8 settembre 1919 a San Zenone Po, in provincia di Pavia, e cresciuto brado o quasi fra boschi, rive e mollenti (…)

Io sono padano di riva e di golena, di boschi e di sabbioni. E mi sono scoperto figlio legittimo del Po».

Il cuore del Po, il grande fiume, di cui scrissero pagine memorabili Gianni Brera, Giovannino Guareschi e Riccardo Bacchelli, sulle cui rive passò Annibale con il suo esercito, da oggi sarà parte dell’Unesco, che lo proteggerà come riserva naturale.

Il tratto medio padano del Grande Fiume con ottantacinque Comuni, di cui nove in provincia di Piacenza, dopo la candidatura coordinata dall’Autorità di Distretto, ora sarà una nuova realtà grazie alla proclamazione avvenuta a Parigi, dove il Segretario Generale Meuccio Berselli ha ricevuto il riconoscimento nella sede dell’Unesco.

Tutto questo dopo un anno dalla presentazione pubblica della candidatura a Riserva Biosfera Mab Unesco del tratto medio padano del Po avvenuta a Parigi, nella sede dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, che adesso ha conferito l’ambito riconoscimento che promuove il progetto italiano coordinato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po e sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e dal Governo in quest’ultimo decisivo sprint finale verso il traguardo ora raggiunto.

La promozione a Riserva Mab di PoGrande è arrivata dopo la trentunesima sessione del Consiglio Internazionale di Coordinamento del Programma MaB che si è tenuta nella capitale francese dal 17 al 21 Giugno, poi comunicata direttamente al Segretario Generale del Distretto Po Meuccio Berselli in rappresentanza dell’ente ministeriale, dello staff tecnico che ha redatto il dossier posto successivamente all’attenzione e alla vigilanza della Commissione Internazionale e dei partners che hanno contribuito alla realizzazione della proficua intesa territoriale.

Inizialmente i comuni che avevano aderito alla candidatura erano una sessantina e in soli dodici mesi quell’elenco ha raggiunto ottantacinque amministrazioni locali in possesso delle caratteristiche ambientali più idonee per rappresentare a pieno titolo il Po nella Riserva MaB Unesco, che si distribuiscono lungo il tratto medio del Po in tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto e otto province, Cremona, Lodi, Pavia, Mantova, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Rovigo.

L’iter burocratico ha avuto un sostegno decisivo dalle Regioni Lombardia, Veneto Emilia Romagna Legambiente Emilia Romagna, Università degli Studi di Parma, Fondazione Collegio Europeo.

Adesso sarà il Mab, programma intergovernativo avviato dall’Unesco nel 1971 per promuovere, su base scientifica, un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile, a dare una mano al Grande Fiume e alla sua flora e fauna.

Il Mab, è soprattutto l’impegno di una comunità a costruire un futuro basato sull’idea di sviluppo sostenibile: agricoltura di qualità a basso uso di chimica, protezione e valorizzazione della biodiversità, turismo lento, gestione ottimale dei rifiuti, politiche avanzate sul clima.

Un’attestazione che certifica un territorio dove la biodiversità convive storicamente con l’attività dell’uomo, e dove è stata registrata – tramite il dossier di candidatura – la volontà di proseguire sulla strada dello sviluppo sostenibile.

Insomma un ‘marchio’ che premia il mix unico di golene fluviali, produzioni agroalimentari e gioielli artistici, ma anche un impegno politico al miglioramento ambientale.

Un impegno tanto più importante se si considera che il Po è il principale fiume italiano ma – diviso com’è in tante regioni – risulta essere spesso dimenticato, poco conosciuto e altrettanto poco valorizzato.

Riccardo Reina

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