Il pungitopo, quelle bacche rosse

Il pungitopo, quelle bacche rosse

Una pianta che mette allegria, con le sue rosse bacche…

Il pungitopo, noto anche col nome scientifico di Ruscus aculeatus, appartiene alla famiglia delle Ruscaceae ed è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo ma che nell’Europa centrale, al nord Africa e al sud ovest dell’Asia si trova fino a un’altitudine di 1200 m.

E’ una pianta sempreverde, caratterizzata da numerose spine e forma dei cespugli molto intricati, con un rizoma strisciante dal quale si sviluppano sia le radici avventizie legnose che i fusti di colore verde molto scuro.

Dal fusto principale se ne formano altri secondari che prendono il nome di cladodi disposti in modo alternato, appiattiti, preposti allo svolgimento della fotosintesi clorofilliana perché le vere foglie non sono visibili nella parte aerea della pianta, ma sono piccole squame che avvolgono la parte sotterranea del fusto, di colore rossastro – bianco nella pagina inferiore.

Del pungitopo si utilizza il rizoma che va raccolto in autunno o all’inizio della primavera, prima della comparsa dei turioni, poi va ripulito dalla terra e quindi tagliato e fatto essiccare al sole o in stufa e conservato in sacchetti di carta.

Il rizoma o i turioni essiccati sono utilizzati per l’igiene intima e come anticellulite e per tutti i trattamenti contro le pelli sensibili e infiammate e si possono anche usare le creme a base di pungitopo in caso di couperosa e rossori permanenti.

Gli antichi romani usavano il pungitopo come talismano perchè credevano che piantandolo intorno alla casa allontanasse i malefici e Plinio raccontava che il decotto di radici con il vino era usato per le infezioni renali.

Nel medioevo si usava la Pozione delle cinque radici, preparata tutt’ora assieme al prezzemolo, al finocchio, al sedano e all’asparago come diuretica.

Poiché in molte zone il pungitopo è considerato simbolo di buon augurio, la sua raccolta indiscriminata ha fatto si che sia diventata una specie protetta in molte regioni italiane, ieri come oggi.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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