Uno dei volti nuovi della Rai degli anni settanta.
Stefania Rotolo nacque a Roma il 23 febbraio 1951, fin da bambina aveva il sogno di emulare le gesta della madre, la ballerina austriaca Martha Matoussek, che aveva danzato all’Opera di Vienna e poi si era trasferita in Italia per unirsi al celebre corpo di ballo delle Bluebelles che si esibivano con il comico-presentatore Erminio Macario.
A Roma Martha aveva conosciuto il padre di Stefania, si era sposata e aveva interrotto l’attività artistica per dedicarsi interamente alla famiglia, ma senza dimenticare la sua passione e incoraggiando la figlia a seguire le sue orme.
Stefania dimostrò subito di avere un notevole talento, a soli diciannove mesi di vita debuttò in un numero del noto illusionista Bustelli che in un’esibizione al Teatro Valle di Roma vide la sua nascita da un enorme cappello a cilindro.
L’anno successivo Stefania iniziò a lavorare al Teatro Eliseo, dove per ben tre stagioni consecutive sostenne la parte del figlio di Madame Butterfly nella celebre opera pucciniana.
Incominciò a prendere lezioni di danza dal famoso ballerino austriaco Harry Feist e fu incoraggiata non solo dalla madre ma anche da Lisa Lisette, una zia con una serie di esperienze come soubrette.
A soli tredici anni Stefania era tra le Collettine del coro di Rita Pavone e continuò a studiare danza, unita a interessanti doti artistiche e una grinta non indifferente.
Durante l’adolescenza cominciò a frequentare il Piper, il dancing romano di via Tagliamento gestito dal noto talent-scout Alberico Crocetta che era stato inaugurato proprio in quel periodo, dove conobbe Patty Pravo, Loredana Bertè, Franco Miseria, Mita Medici e soprattutto Renato Zero che divenne suo grandissimo amico.
Al Piper il coreografo Franco Estill la notò e la scritturò per una tournée in Messico, Stefania aveva solo 18 anni e si esibì a più riprese nei più noti locali di Mexico City e di Acapulco.
In una della serate messicane Stefania incontrò il suo primo amore, un musicista brasiliano e, dopo essersi trasferita con lui in Brasile, continuò a lavorare come ballerina e frequentò l’Escola de Samba di Joao Gilberto.
Ma la storia con il musicista entrò presto in crisi e Stefania, in attesa di una bambina, decise di tornare in Italia, dove sua figlia Federica nacque a Roma nel 1972.
Nel 1974 la Rotolo riprese l’attività partecipando al Cantagiro condotto in quell’occasione da Renato Rascel e Johnny Dorelli e lavorò in teatro esibendosi come ballerina nello spettacolo Felicibumta di Garinei e Giovannini con Gino Bramieri.
Il suo debutto televisivo vero e proprio avvenne nel 1975 quando cantò in coppia con il cantante francese Charles Aznavour.
Nel frattempo Stefania fu legata sentimentalmente al giornalista Marcello Mancini che lavorava in RAI come autore di testi televisivi e radiofonici che nel 1977, coadiuvato dal coreografo Franco Miseria e dal regista Lucio Testa, le affidò la conduzione di un nuovo programma televisivo destinato ai giovani, Piccolo Slam, assieme a Sammy Barbot, un giovane e talentuoso ballerino originario della Martinica.
Stefania in poche settimane divenne un personaggio amato per i giovanissimi e fu proiettata di diritto nell’Olimpo delle stars televisive.
Alla fine del 1978 partecipò come ospite fisso alla trasmissione Non Stop diretta da Enzo Trapani, dove si esibiva in balletti mozzafiato e cantava la sigla del programma, Spaccotutto, che si aggiudicò il Telegatto 1978 come miglior sigla televisiva.
Stefania arrivò all’apice della sua carriera verso la fine del 1979 quando condusse come primadonna lo spettacolo Tilt, che andava in onda il giovedì in prima serata sulla Rete Uno della Rai ed ebbe un grandissimo successo.
Purtroppo poco dopo la fine di Tilt Stefania scopri di avere un tumore, dovette subire un delicato intervento chirurgico e la convalescenza la tenne lontana dalle scene per alcuni mesi.
Tornò a cantare per il suo pubblico nel 1980, sul palco di Bussoladomani a Viareggio dove interpretò il celebre pezzo Cocktail d’amore.
Nel 1981 la sua malattia si aggravò e, mentre era ricoverata a Villa Verde, succursale dell’ospedale romano San Filippo Neri, Stefania Rotolo morì venerdì 31 luglio 1981 lasciando il ricordo del suo sorriso e della sua gioia di vivere.
