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Gli attuali abitanti del Giappone non sono quelli originari dell’arcipelago, sono migrati dalla penisola coreana in una terra già abitata da un’altra popolazione, nota come gli Ainu.

Sull’origine degli Ainu non c’è unanimità di pareri, ma ci sono molte teorie ognuna delle quali ha convincenti argomenti a favore.

Quella prevalente ipotizza una loro provenienza, in epoca preistorica, dalla Siberia, ma il territorio d’origine dovrebbe essere l’estremo nord europeo, luogo di origine anche di popolazioni quali gli Inuit, i Sami e gli Indiani d’America che con gli Ainu condividerebbero un’origine comune.

Altre teorie parlano di lontane parentele con le popolazioni del Tibet, della Mongolia e perfino c’è una che li collega con gli aborigeni australiani.

Gli Ainu e i Giapponesi sono due popolazioni geneticamente diverse, e questo non si limita solo alla morfologia, ma riguarda anche la cultura, la religione e il linguaggio, infatti la lingua Ainu, nonostante i tentativi di imparentarla con l’antico giapponese, non ha nessun contatto con le altre lingue asiatiche.

La loro religione è animista, infatti credono che ogni oggetto ed essere vivente sia dotato di uno spirito, con divinità suprema la Madre Terra.

Popolo di cacciatori, gli Ainu si cibano prevalentemente di carne di orso, volpe, lupo e cavallo e di pesce, ma mai crudi.

All’inizio la convivenza tra i due popoli fu pacifica, ma ben presto gli Ainu vennero sospinti sempre più verso nord e finirono con lo stabilirsi nell’isola settentrionale di Ezo che, nel periodo Meiji, fu ribattezzata Hokkaido.

La colonizzazione dell’isola fu difficile per gli Ainu che furono perseguitati, discriminati e ridotti a uno stato di schiavitù.

Nel 1899 fu votata l’Hokkaido Aborigine Protection Act, ma fu solo nel 1991 che il Giappone, su invito delle Nazioni Unite, riconobbe l’esistenza degli Ainu come minoranza etnica.

Infine nel 1997 la Dieta votò l’Act on the Encouragement of Ainu Culture and the Diffusion and Enlightenment of Knowledge on Ainu Tradition, ànche se ancora oggi gli Ainu continuano a lamentare una certa discriminazione nei loro confronti.

Attualmente gli Ainu vivono in alcuni centri dell’Hokkaido meridionale e orientale dove i turisti hanno la possibilità di visitare musei dedicati alla cultura di questo popolo nonché assistere a danze, canti e cerimonie.

Sono circa 150.000 gli Ainu rimasti, ma sono molti di più i Giapponesi che hanno un po’ del loro sangue infatti, a seguito dei molti matrimoni misti, di veri Ainu ce ne sono ben pochi.

Oltre ad alcune zone dell’Hokkaido, gli Utari, come gli Ainu preferiscono chiamarsi, sono localizzati, in numero limitato, nel nord di Honshu, nella penisola di Sakhalin, nelle isole Curili e nell’estremità meridionale della penisola del Kamchatka.