A vincere il Premio Bancarella, giunto alla 70esima edizione, è stata Stefania Auci con il romanzo L’inverno dei Leoni, pubblicato dalla Nord, secondo e conclusivo della saga della famiglia Florio.

Unico nel suo genere, il Premio Bancarella deve la sua peculiarità al contesto in cui è nato e vive.

E’ il solo evento gestito interamente da librai della Lunigiana, la regione tra la Liguria e la Toscana, zona nota dalla prima metà del Novecento proprio per il vivissimo commercio editoriale, che ha permesso la nascita di molte delle librerie ancora esistenti.

Il potenziale culturale di questa tradizione non tardò a essere capito, e attraverso Renato Mascagna, collaboratore dello scrittore Pietro Ferrari, sfociò nel secondo dopoguerra nel primissimo raduno di librai a Mulazzo, nella Lunigiana.

Provenienti da tutti i maggiori centri urbani e non, come Torino, Pisa, Genova e molti altri, bancarellai, editori e scrittori giurarono, su iniziativa del sindaco e scrittore Salvator Gotta, di ritrovarsi ogni anno per commemorare quell’eccezionale ritrovo di personalità del mondo del libro.

Le insolite origini dell’evento hanno determinato la sua singolarità fino ad oggi, ovvero l’assenza di attenzione da parte delle giurie letterarie, spesso utili solo a fomentare diatribe, più che instaurare dei dibattiti costruttivi.

Il Premio Bancarella ha così da sempre le qualità di naturalezza e genuinità dei contenuti, ovvero i prodotti letterari e una forte collaborazione lettori-librai.

Non è un caso che almeno due volte, nel 1953 e nel 1958, il premio sia stato vinto da capolavori i cui autori vennero premiati poi con il Nobel, come Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway e Il Dottor Zivago di Boris Leonidovič Pasternak, un esempio di come la semplicità possa ospitare e avvalorare la magnificenza.