marilyn monroe

L’estate per molti è il momento per indossare, sulle spiagge, il bikini, uno degli accessori più amati dalle donne, con una storia davvero particolare…

Infatti il nome del bikini fu ideato  dal designer francese Louis Réard nel 1946 e richiama l’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, dove all’epoca gli Stati Uniti stavano conducendo degli esperimenti nucleari.

Réard voleva suggerire che il suo costume avrebbe avuto un impatto esplosivo sulla società, infatti il bikini sconvolse i costumi dell’epoca per le sue dimensioni ridotte e fu un simbolo di una nuova era di libertà e audacia.

Il bikini venne  presentato al pubblico per la prima volta il 5 luglio 1946, durante una sfilata a Parigi e Réard, consapevole della dirompenza della sua creazione, ebbe difficoltà anche solo nel trovare una modella disposta a indossarlo.

Alla fine, si affidò alla spogliarellista Micheline Bernardini che sfilò indossando il bikini a bordo piscina, sotto gli sguardi dei presenti.

Il bikini divenne un argomento di discussione, non solo per la sua audacia ma anche per ciò che rappresentava, come sfida ai costumi morali dell’epoca e un passo verso l’emancipazione femminile.

Il costume da bagno femminile fu inizialmente accolto con scandalo e polemiche, al punto che il Vaticano dichiarò il bikini “peccaminoso” e il costume fu bandito in Paesi come Spagna, Portogallo, Italia, Belgio e Australia e, anche negli Stati Uniti, molti Stati lo proibirono fino al 1959.

Durante il concorso di Miss America degli anni Cinquanta, l’uso del bikini fu vietato, come parte dell’ostilità generale verso questo indumento.

Le reazioni negative erano spesso legate a un senso di decenza e moralità che il bikini sembrava violare dato che, in molte società, la visibilità del corpo femminile era strettamente regolata e il bikini rappresentava una rottura di queste norme.

Tuttavia, nonostante le restrizioni e i divieti, il bikini continuò a guadagnare popolarità, grazie anche al sostegno di celebrità e icone di stile .

Il bikini iniziò a essere accettato e diffuso a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, dove attrici come Marilyn Monroe e Ursula Andress lo portarono sul grande schermo e sulle copertine delle riviste, rendendolo un elemento della cultura pop. Brigitte Bardot, in particolare, divenne famosa per le sua prorompente bellezza in bikini sulle spiagge di Cannes, contribuendo a rendere questo capo un must have in Costa Azzurra.

Una volta accolto definitivamente negli anni Sessanta, il bikini ha visto mille trasformazioni, con una costante riduzione delle sue dimensioni nel corso del tempo r il thong bikini apparve per la prima volta in Brasile negli anni Settanta, portando il concetto di costume da bagno femminile a un nuovo livello di audacia.

L’evoluzione del bikini in Italia è strettamente legata alla storia del costume da bagno e all’eccellenza del Made in Italy, con stilisti come Emilio Pucci e Missoni che hanno rivoluzionato il design dei costumi da bagno con tessuti innovativi e fantasie vivaci.

Il Made in Italy ha giocato un ruolo cruciale, combinando artigianalità, qualità dei materiali e un’estetica inconfondibile e  marchi come Calzedonia e Yamamay continuano questa tradizione, mantenendo il bikini all’avanguardia della moda mare globale per farlo diventare un’icona internazionale, rappresentando non solo uno stile, ma anche un modo di vivere tipicamente italiano.