Festeggiato con San Pietro il 29 giugno, Paolo di Tarso fu il primo apostolo ad avere come esperienza solo quella del Cristo Risorto, che lo spinse a diventare il primo missionario della storia….
Paolo nacque a Tarso, dove ricevette il nome di Saulo, adolescente fu mandato a Gerusalemme, dove studiò la Legge di Mose presso il rabbino Gamaliele il Vecchio.
Dopo alcuni anni tornò a Tarso, poiché i Vangeli narrano che non era a Gerusalemme durante la predicazione di Gesù, e divenne attivo membro dei farisei.
Tornato a Gerusalemme, Saulo fu testimone della lapidazione di Stefano come raccontano gli Atti degli Apostoli e in seguito ricevette il compito di andare a Damasco per imprigionare i cristiani di quella città.
La conversione di Saulo avvenne sulla strada per Damasco, quando improvvisamente una luce dal cielo l’avvolse e cadendo il ragazzo udì una voce che disse “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.
Saulo rimase senza vista per tre giorni e, sconvolto da quanto gli era capitato, assunse il nuovo nome di Paolo e decise di ritirarsi nel deserto, dove trascorse tre anni in assoluta meditazione.
Tornano a Damasco, si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato, tanto che fu costretto a fuggire.
Rifugiatosi a Gerusalemme, il santo incontrò Pietro, il capo degli Apostoli e Giacomo, apostolo caro amico di Gesù, cui raccontò la sua nuova vita.
Gli Apostoli accettarono Paolo come uno di loro, ma la comunità cristiana di Gerusalemme rimaneva diffidente nei suoi riguardi, dato la persecuzione che aveva operato e fu soltanto grazie a Barnaba, un ex levita molto stimato dai cristiani, che i dubbi furono dissipati.
Anche a Gerusalemme Paolo convertì alcuni cittadini, ma la sua attività missionaria indispettì i giudei, al punto che si recò prima a Cesarea e poi tornò a Tarso, lavorando come tessitore.
Nel 43 Barnaba, che gli apostoli avevano incaricato di organizzare la comunità cristiana di Antiochia, chiese a Paolo di seguirlo.
Durante il viaggio il santo capì che la sua missione non era tanto fra i giudei, ma fra gli altri popoli che gli ebrei chiamavano gentili, tanto che ad Antiochia i discepoli di Cristo furono chiamati per la prima volta cristiani.
Nella sua ultima visita a Gerusalemme, nel 57, Paolo fu avvertito che era considerato un fuorilegge, cosi fu al centro di un rituale di purificazione e sfuggì a un tentativo di omicidio.
Venne poi catturato e incarcerato per due anni a Cesarea, fino a quando il governatore, sapendo che era un cittadino che chiedeva di essere giudicato a Roma, decise di trasferirlo nella capitale dell’impero.
Lungo la strada per Roma, il santo naufragò a Malta, e riuscì ad arrivare a Roma nel 60, dove fu agli arresti domiciliari per più di due anni.
Paolo fu martirizzato nel 67, a Roma, durante il regno di Nerone e nello stesso giorno di Pietro, che non era un cittadino romano e così venne crocifisso a testa in giù.
Ben 14 dei 27 libri del Nuovo Testamento sono attribuiti a Paolo, tutte lettere che raccontano sulla morte e la resurrezione di Cristo, e sopratutto sulla salvezza basata sulla fede.
