Oltre a Gabriele e Michele, il 29 settembre si festeggia anche l’arcangelo Raffaele, guaritore e protettore dei viandanti…

Nella tradizione biblica il nome Raffaele significa medicina di Dio o Dio guarisce e si contrappone al nome del demone Asmodeo, cioè colui che fa perire.

Raffaele è il protettore dei giovani, dell’amore coniugale, dei fidanzati, dei viaggiatori e dei farmacisti. I suoi simboli sono il pesce e il vaso farmaceutico.

La sua storia è tratta dal Libro di Tobia, contenuto nella Bibbia, che narra le vicende di una famiglia di ebrei, il padre Tobi, un uomo molto pio e umile, la madre Anna e il figlio Tobia giovane.

Il giovane fu inviato dal padre, cieco e prossimo alla morte, a compiere un lungo viaggio per riscuotere i dieci talenti d’argento custoditi da un lontano parente, in modo che la famiglia potesse disporne prima della morte del padre.

Nel frattempo Sara, cugina di Tobi, era posseduta dal demone Asmodeo che l’aveva spinta a uccidere i suoi sette mariti durante la prima notte di nozze.

Il Signore decise di aiutare Tobi e Sara e inviò sulla terra l’Arcangelo Raffaele, sotto mentite spoglie.

Durante il viaggio, Tobia giovane incontrò un uomo misterioso che si propone come guida e che lo condusse in una serie di avvenimenti insoliti che divennero poi utili alla salvezza di suo padre e alla liberazione di Sara.

Ad esempio, durante una sosta presso il fiume Tigri, Tobia giovane venne assalito da un grosso pesce, ma Raffaele lo incoraggiò a non scappare ma a catturare la bestia per la testa e ucciderla.

Su consiglio del nuovo amico, Tobia giovane catturò il pesce ed estrasse da esso il fegato, il fiele e il cuore, che custodì in un sacchetto durante il cammino.

Arrivati a destinazione, Tobia giovane venne informato della triste vicenda di Sara, che stava per tentare il suicidio.

Colpito dalla bellezza della fanciulla, Tobia giovane s’innamorò a prima vista e la chiese in moglie.

Raffaele informò Tobia giovane della possessione di Sara e lo spinse a cucinare il cuore del pesce e a farlo mangiare alla ragazza prima di consumare il matrimonio, per annullare il maleficio di Asmodeo, come infatti accadde.

Riscossa la somma di danaro dal parente, Tobia giovane si diresse verso casa con Sara e giunto nella sua dimora, su consiglio di Raffaele, spalmò sugli occhi del padre il fiele estratto dal pesce. Miracolosamente Tobia riacquistò l’uso della vista e si rallegrò per la buona sorte del figlio.

Solo a quel punto l’uomo misterioso disse di essere l’Arcangelo Raffaele inviato da Dio per salvare il vecchio Tobia e la giovane Sara.

Un’antica tradizione, che unisce elementi pagani a quelli cristiani, dice che, per augurare fecondità alle donne e auspicare il fidanzamento delle ragazze in cerca di marito, ci si deve recare il 29 settembre nella Chiesa di San Raffaele Arcangelo a Materdeim, un rione di Napoli, per baciare il pesce leggendario della statua, in modo da assicurarsi il divino intervento.