George Harrison e il Lago Maggiore

Impossibile pensare alla musica senza pensare a loro, ai Beatles.

Per quelli che li hanno ascoltati, conosciuti, per tutti quelli cui sono stati raccontati, saranno sempre i Fab Four.

Il 25 febbraio 1943 nasceva a Liverpool, George Harrison uno dei quattro componenti dei Beatles.

Talento immenso e poliedrico, schivo, forse anche introverso, ma dal sorriso improvviso, dalla battuta pronta, ironico, acuto, sicuramente generoso e profondo che a un certo punto prese una chitarra e ci rimase avvinghiato per sempre.

Senza ombra di dubbio, uno dei chitarristi più influenti, se non il più influente, della storia della musica. Il suo stile, personalissimo, si riconosce dalla prima nota, il suo eccezionale modo di suonare la chitarra con lo slide, che lo ha portato a creare capolavori intrecciando diversi stili.

Un musicista di talento puro, straordinario e raffinatissimo, i cui fraseggi hanno scolpito la memoria nelle indimenticabili canzoni dei Fab Four. Autore che ha regalato vere e proprie gemme di rara bellezza, come “Something”, “Here comes the sun” e “While my guitar gently weeps”.

Collaborazioni con i più grandi e svariati musicisti del mondo, cui era legato anche da sincera amicizia come Eric Clapton, Bob Dylan, Jeff Lynne, Tom Petty e Roy Orbison. Creando un sound che a distanza di oltre 50 anni è quello cui tutte le band del mondo fanno riferimento.

Personaggio eclettico dagli svariati e variegati interessi che spaziavano dalle religioni, al teatro e al cinema, dove fu produttore del gruppo comico dei Monty Phyton, per il quale fece anche l’attore. Ai motori, con un amore particolare per la F1, amico di Jackie Stewart, Niki Lauda e Ronnie Peterson.

Una passione cui dedicò anche un suo successo Faster.

Di Harrison dei Beatles, si conosce tutto, però forse pochi sanno del rapporto stretto che il chitarrista aveva con il Lago Maggiore, una passione nata sul finire degli anni 60.

Quando nel 1968 Cynthia Powell, dopo aver divorziato da John Lennon, visse la love story con Roberto Bassanini, albergatore con interessi sia a Londra che a Foppolo vicino a Bergamo, con il padre Gino, gestiva l’albergo più prestigioso, il Cristallo, proprio sulle piste da sci.

Il centro dell’alta Val Brembana era diventato un ritrovo vip per inglesi. In particolare, un luogo dove, proprio grazie all’appoggio di Bassanini, gli artisti potevano godere di particolare privacy restando in incognito.

Cynthya Powell, ci andava spesso con due amiche, Maureen Cox moglie di Ringo Starr e Patty Boyd, modella e moglie di George Harrison.

Patty Boyd, portò sulle nevi dell’Alta Val Brembana il chitarrista dei Beatles, che da lì iniziò i suoi itinerari per l’Insubria, avendo anche una base d’appoggio importante con Bassanini e i suoi alberghi, poi con Julian Lennon.

Harrison, grazie a Bassanini e Julian Lennon, potè spostarsi indisturbato per anni e anni per l’Insubria. Non solo Foppolo, Bergamo ma i laghi Maggiore, Ceresio, Como e Garda, erano meta dell’ex chitarrista dei Beatles.

Tappa fissa e imperdibile era il gran premio di F1 a Monza, spingendosi poi in Canton Ticino per l’amicizia con Clay Regazzoni.

Passeggiate per Milano con Lennon jr e Bassanini, soste varie a seguire la sua passione per i motori nelle fabbriche storiche lombarde, ma Stresa e Bellagio, erano sempre tra i posti favoriti, dove tornava spesso e volentieri.

Harrison purtroppo ha legato anche l’ultima dolorosa parte della sua vita, proprio al Lago Maggiore. Nel 1997 fu sottoposto a intervento per un tumore alla gola, mentre nel maggio 2000 fu costretto a tornare in sala operatoria in un ospedale di Rochester, negli Stati Uniti, per un cancro a un polmone.

All’inizio di aprile 2001, il chitarrista fu nuovamente ricoverato, questa volta a Bellinzona nel Canton Ticino, al centro oncologico dell’ospedale San Giovanni, dove fu seguito dal Prof. Franco Cavalli, uno dei più noti oncologi.

Durante il periodo della cura, Harrison e moglie presero in affitto un’abitazione a Luino nella frazione di Colmegna, in zona via Torretta, usando il nome della seconda moglie Arias. La città di Piero Chiara, era un ottimo punto d’appoggio, zona tranquilla, pochi chilometri dalla frontiera e la vista impagabile del lago.

Per passare inosservato, lungo il tragitto di quaranta chilometri che lo separava da Bellinzona, cambiava più volte macchina e autista, per cercare di rimanere il più possibile nell’anonimato.

La presenza di Harrison e moglie per circa tre mesi da aprile a fine luglio fu sempre molto riservata, al di là dei problemi di salute dell’ex Beatles.

Harrison nonostante la malattia, continuò a progettare il futuro e volle comprarsi una casa sul Verbano, proprio in mezzo ai laghi che amava tantissimo e dove pensava di trasferirsi definitivamente.

Comprò una villa sontuosa a Lugano, sulla collina di Montagnola, proprio accanto a quella dello scrittore Herman Hesse.

Una casa da 900 metri quadri, disposta su quattro piani, con una vista panoramica a 360 gradi su laghi e Alpi, immersa in un ampio parco secolare.

Villa da favola che purtroppo usò pochissimo, solo per seguire le ultime vane cure di cobaltoterapia a Bellinzona.

A metà ottobre 2001, venne ricoverato in una clinica di New York per sottoporsi a una terapia sperimentale, ma le sue condizioni ormai erano senza speranza. Si spense a 58 anni a Los Angeles il 29 novembre 2001.

La tenuta di Montagnola, dal 2012 è proprietà di Sir Lindsay Owen-Jones, presidente onorario del gruppo L’Oreal.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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