Il seminatore, il ritratto del postino Joseph Roulin, l’autoritratto con cappello di feltro grigio sono alcuni dei capolavori di Vincent Van Gogh che vengono proposti nella mostra Van Gogh. I colori della vita, in programma fino all’11 aprile 2021 a Padova, al Centro San Gaetano.

La mostra di Padova, con 125 opere di cui oltre 80 solo di Van Gogh, è la più grande esposizione dedicata all’artista olandese in Italia, ideata e curata da Marco Goldin, giunto alla sua sesta esposizione dedicata al pittore della Notte stellata.

Scopo dell’evento è di inserire Van Gogh nel flusso del suo tempo, in relazione con altri artisti che hanno contato, come Seurat, Pissarro, Gauguin, Delacroix, Courbet, Millet, i giapponesi Hirishige e Kanisada e altri.

Per il suo nuovo progetto Van Gogh. I colori della vita, Goldin ha scelto di partire dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, nei Paesi Bassi, oasi di arte e bellezza all’interno del parco nazionale De Hoge Veluwe, che vanta la seconda collezione al mondo per importanza e numero di opere di Van Gogh, prestando alla mostra padovana una settantina di opere.

Il percorso espositivo è diviso in cinque grandi sezioni, Il pittore come eroe, Gli anni della formazione. Dalla miniera di Marcasse all’Aia, Da Nuenen a Parigi. Un colore che cambia, Un anno decisivo. 1888, Di lume e nuvole. Van Gogh e la fine del viaggio.

Nelle tre sale all’interno del percorso espositivo grandi pareti di oltre cinque metri ciascuna sano degli schermi su cui vengono proiettati tre piccoli documentari realizzati da Fabio Massimo Iaquone e Luca Attili, con la musica di Remo Anzovino.

Il primo è dedicato agli anni tra il 1880 e il 1885, dalla miniera di Marcasse in Belgio a Nuenen, il secondo è sui quindici mesi passati ad Arles e il terzo sul tempo, identico nella durata, trascorso prima a Saint-Rémy e poi ad Auvers e accanto ai tre grandi schermi campeggiano le opere dedicate a quei luoghi.

Van Gogh. I colori della vita è un’esposizione che non si ferma a una visione solo monografica, ma presenta l’opera del grande artista olandese con tanti approfondimenti e colloca quell’opera meravigliosa entro nuovi confini, che vanno dai due anni nelle miniere del Borinage in Belgio al tempo nel Brabante olandese, fino agli anni francesi, in cui la mostra indaga in modo approfondito. Ma ci sono anche alcune presenze certamente molto attese in un progetto rivolto anche al grande pubblico, per confermare ancora una volta come sia possibile tenere insieme studio, approfondimento ed emozione.