Il Teatro Politeama di Varese, tra cultura e cinema

Il Teatro Politeama di Varese, tra cultura e cinema

A Varese si trova lo storico teatro Politeama, con una storia che si snodò tra teatro, eventi e musica…

La storia dell’edificio parte da quella delle due bande musicali cittadine, la Codiga e la Ranscett, scaturite entrambe dalla Banda Civica, che verso la fine dell’Ottocento si esibivano in piazza Mercato, ora Piazza Repubblica per balli popolari a pagamento, spettacoli prima all’aria aperta e poi sotto dei tendoni.

La particolare origine del Politeama Ranscett non solo ne motivò il carattere, ma in parte giustifica la forma dell’edificio, che è una costruzione circolare che ricorda il tendone da circo.

Il teatro venne inaugurato nella notte di San Silvestro tra il 1892 al 1893,  e aveva una grande  cupola, con un locale da ballo, una sala per gli spettacoli, un salone per il caffè e un ampio giardino, mentre altre due sale di riserva offrivano  la possibilità di organizzare conferenze, mostre ed esposizioni.

Nei primi anni del Novecento l’edificio fu requisito dal Genio Civile per utilizzarlo come magazzino, poi  fu acquistato dalla ditta Bianchi e Zerboni e usato come deposito di ferramenta ed infine passò al Signor Ferrari, proprietario del negozio di calzature Cima, fino a dopo il secondo conflitto mondiale.

Acquistato dal varesino Armando Caravati il complesso divenne cine-teatro, inaugurato il 5 aprile 1949 con la Tosca di Puccini, cui seguì una breve rassegna di opere liriche.

Il Politeama Varesino rimase attivo fino al 14 marzo 1966, quando un incendio distrusse completamente la sala interna e la copertura a cupola.

Ma la proprietà decise di ricostruire, con il nuovo progetto affidato all’architetto Alziro Bregonzio di Milano, che prevedeva la completa demolizione dell’edificio storico, e la costituzione di una sala cinematografica interrata della capienza di 800 posti, negozi al piano terreno, un ufficio al primo piano e un magazzino.

Il progetto,  presentato all’Amministrazione comunale, viene respinto e vennero poste importanti restrizioni, come il riutilizzo delle strutture preesistenti e la non demolizione delle murature sopravvissute all’incendio.

Così L’architetto Bregonzio intervenne ampliando la capienza complessiva con l’estensione della galleria sopra l’atrio d’ingresso.

La sala perse il possibile utilizzo teatrale, considerato non remunerativo, fu eliminato il palcoscenico fisso e la fossa d’orchestra, eliminato il boccascena e di fatto la superficie del palco era  annessa alla sala, con la posizione dello schermo di proiezione sulla parete di fondo,  senza i camerini e gli altri locali accessori della scena.

Il nuovo Politeama venne inaugurato il 14 novembre 1969 con una serata di gala ad inviti e la proiezione del film Amore mio aiutami con Alberto Sordi e Monica Vitti, rimanendo il simbolo del  cinema di Varese per oltre 40 anni, infatti chiuse nel 2008.

Fino all’installazione del Teatro Apollonio  fu però il Politeama, per capienza e la collocazione centrale,  la sede privilegiata per eventi come rappresentazioni teatrali, incontri pubblici o manifestazioni politiche, oltre alla tradizionale rassegna di canti popolari, gli spettacoli musicali e le altre iniziative di beneficenza e negli ultimi anni si è spesso parlato di una sua riapertura, non solo come luogo di spettacolo, ma anche come sala pubblica.

Paola Montonati

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