the who

Una rock band tra le più influenti di tutti i tempi…

Incendiari musicalmente, spettacolari, potenti, irruenti sul palco, sono stati e sono un punto di riferimento per tante band dalla metà degli Sessanta ai giorni nostri.

Con il loro periodo iniziale nello stile Mod, gli Who hanno favorito la nascita del revival influenzando molto gruppi come i Jam e in particolare Paul Weller. Hanno ispirato i maggiori gruppi dell’ondata Britpop dalla metà degli anni novanta. Oasis, Blur, Stereophonics, Supergrass e Ash hanno trovato una grande fonte d’ispirazione nei lavori degli Who.

Sono considerati anche parte della nascita del movimento punk e del punk rock, per il loro sound e modo di stare sul palco. Pete Townshed, per il suo modo di proporsi nel suonare la chitarra, con i suoi salti è stato preso a modello da generazioni di chitarristi, ma anche bassisti, due su tutti Johnny Ramone dei Ramones e Paul Simonon dei Clash. John Entwistle è considerato uno dei migliori bassisti di sempre, il funambolico Keith Moon con i suoi eccessi, le batterie distrutte sul palco (ma anche le stanze degli alberghi), rimane ancora oggi uno dei migliori drummer di sempre  tra le personalità musicali più amate. E la voce di Roger Daltrey è un marchio inconfondibile. MC5, i Ramones, i Sex Pistols, i Clash, i Generation X i Pearl Jam e molte altre band punk hanno subito fortemente il loro ascendente. Anche il gruppo punk rock Green Day non ha mai fatto mistero di ammirare moltissimo la band di Townshend & Daltrey co. Agli Who sono attribuiti la realizzazione della prima un’opera rock con Tommy del 1969 di uno dei primi concept album di rilievo Who’s Next (1971). Degli Who è quello che viene considerato uno dei migliori dischi dal vivo di sempre, Who Live at Leeds del 1970.

Dopo un periodo di appannamento, sono stati riportati in auge, agli inizi degli anni 2000, grazie alla serie televisiva CSI: Scena del crimine che usa ancora oggi dei loro brani come sigla d’apertura. La celeberrima sigla di CSI: Scena del crimine è Who Are You, brano scritto dal chitarrista Pete Townshend nel 1978 e title-track di uno degli album più conosciuti della band inglese. A rafforzare il legame tra il gruppo e la serie, l’apparizione in un episodio speciale della settima stagione del cantante Roger Daltrey. Il primo spin-off della serie, CSI: Miami, venne collegato a Won’t Get Fooled Again, uno dei capolavori dell’album Who’s Next del 1971. Per CSI: NY la scelta è ricaduta su un altroo dei brani di Who’s Next, su Baba O’Riley. L’ultimo spin-off di CSI, la serie Cyber, del 2015-16, vede come sigla un brano del 1967, I Can See for Miles, dall’album Sell Out.

Gli Who nacquero ufficialmente nel 1964 con la storica formazione composta da Pete Townshend alla chitarra e testi, John Entwistle al basso, Keith Moon batteria e Roger Daltrey voce e testi. La band era già però sul palco da un paio d’anni con il nome di Detours, dove propongono classici del blues rivisitati.

Il loro primo successo fu la pubblicazione nel 1965 del singolo I Can’t Explain, con un riff e un ritmo che scuote la scena rock, e che sarà ripreso come intro una decina di anni dopo dai Clash come omaggio in Clash city rockers e Guns on the Roof.

Subito dopo è la volta di Anyway, Anyhow, Anywhere, che diventa subito un hit. Ma il boom lo ebbero dopo l’uscita di My Generation, sempre nel 1965. Un vero e proprio inno generazionale degli anni 60 e riproposto poi ogni decennio. E’ un brano fragoroso, trascinato dalla voce di Roger Daltrey, accompata dal basso prepotente di Entwistle con il finale esplosivo della coppia Townshend-Moon.

Nel 1966 pubblicarono altri singoli come “Happy Jack” e Substitute, I’m a Boy, ma Townshead desiderava che i loro album fossero un unico lavoro, come nell’album del 1966 A Quick One.

Il gruppo nel 1967 pubblicò il concept album The Who Sell Out, che contiene I Can See for Miles, Armenia City in the sky, Odorono, Our love was… Un sound tra quelli lisergici dei Beatles, i Beach Boys e Frank Zappa.

Nel 1969 pubblicarono la loro prima opera rock Tommy, che ottenne un enorme successo anche di critica e parteciparono al festival di Woodstock.

Gli Who nel 1970 proposero Live at Leeds, considerato come il miglior album live rock di sempre, e cominciarono a lavorare per una nuova rock opera, Lifehouse, che non fu però mai completata, ma solo adattata per una trasmissione via radio.

Nel 1971 pubblicarono Who’s Next, che fu il maggior successo sia da parte della critica e che da parte dei fan, oltre ad essere il primo album rock di successo dove comparvero i sintetizzatori, un disco che contiene Baba O’Riley, Behind Blue Eyes e Won’t Get Fooled Again. La rivista Rolling Stone lo ha inserito al 28º posto della sua lista dei 500 migliori album di tutti i tempi ed è considarato una delle pietre miliari della musica rock del XX secolo.

Nel 1973 è la volta dell’opera Quadrophenia, con l’adolescente Jimmy in cerca della sua identità. Alcuni anni dopo ne verrà tratto un film con Sting nel ruolo di protagonista.

Il gruppo nel 1975 pubblicò l’album The Who by Numbers, dove molti dei pezzi hanno toni introspettivi come il brano Squeeze Box e nel 1976 si esibirono al Chatlton Athletic Football Ground, concerto che per dieci anni fu nel Guinness dei primati come quello dal volume più alto.

Nel 1978 pubblicarono Who Are You, con il brano omonimo a fare da traino, oltre a Sister Disco. La promozione dell’album fu funestata dalla morte del batterista Keith Moon, avvenuta durante il sonno a causa di un’overdose di tranquillanti, poche ore dopo essere stato a un party organizzato da Paul McCartney.

Nel 1979 gli Who ritornarono a suonare, con alla batteria Kenney Jones, del gruppo The Faces e il 17 dicembre 1979 furono il terzo gruppo ad essere stati messi in copertina dal Time Magazine, con all’interno un articolo scritto da Jay Cocks che parlava in maniera entusiasta dei componenti della band e della loro musica.

Nel 1981 pubblicarono l’album Face Dances, il primo senza Keith Moon. Nel 1982 It’s Hard, dove la loro musica si diresse verso il pop e un sound più pulito ma molti dei loro fan non accettarono questo cambio. Nonostante le critiche  You better you bet, diventa una hit e tra i brani più apprezzati della band.

Dopo aver pubblicato l’album la band partì per il tour, che sarebbe stata la tournèe d’addio, in quanto Townshend dichiarò  la sua dipendenza dall’ alcool.

Nel 1983 Townshend decise di lasciare la band, per intraprendere la carriera da solista.

Il 13 luglio 1985 gli Who si riunirono per esibirsi allo stadio di Wembley al Live Aid, dove suonarono brani come Pinball Wizard, Love Reign O’er Me e My Generation.

Nel 1988 al gruppo fu conferita un’onorificenza dalla British Phonographic Industry del Lifetime Achievement Award e un anno dopo fecero un nuovo tour dove suonarono principalmente l’album Tommy.

Alla fine del 1999 la band si riunì di nuovo per esibirsi in vari concerti di beneficenza, dove suonarono molti brani presi dall’album Who’s Next, oltre a pezzi che non venivano eseguiti da tantissimo tempo.

La partenza per il tour nell’estate del 2009 fu ritardata quando morì il bassista John Entwistle, in una stanza all’Hard Rock Hotel di Las Vegas, per un attacco di cuore causato dall’uso eccessivo di cocaina. Il posto di Entwistle, venne preso da Pino Palladino, mentre dal 1996, alla batteria si siede Zak Starkey, figlio di Ringo Starr, storico batterista dei Beatles.

Nel 2002 gli Who vennero inseriti dal periodico Q nella lista dei 50 gruppi da vedere prima di morire.