ra che viaggia attraverso loltretomba sulla barca solare illustrazione dal libro delle porte dipinto nella tomba di ramses i nella valle dei

Ra, Rê o Rha, identificato con il sole di mezzogiorno, dalla V dinastia fu una delle principali divinità dell’Egitto, aveva l’aspetto di un uomo dalla pelle dorata, i capelli di lapislazzuli e le ossa d’argento.

I suoi simboli erano il disco solare e un cerchio con un punto nel centro, che rappresentava il corpo ma anche l’Occhio di Ra, considerato simbolo di calore, luce e prosperità.

Il culto di Ra iniziò durante la II dinastia, ebbe un forte impulso durante la IV e si diffuse massicciamente con la V, dove divenne divinità nazionale ed erano molti i monumenti e i templi a lui dedicati, eretti attorno a una pietra dalla forma piramidale (benben) che simboleggiavano i raggi del sole.

Costruire templi e obelischi era un modo per i faraoni per ribadire il legame con Ra, poiché si consideravano suoi figli e nell’Antico Regno, testimoniata dai Testi delle piramidi, si era affermata la convinzione che, dopo la morte, l’anima del faraone salisse in cielo per congiungersi con il sole.
Ra era molto importante, al punto che varie divinità del sole e le sue fasi nella giornata erano viste come suoi aspetti, come Atum (dio del sole che tramonta); Ra-Horakhty (dio del sole allo zenit) fusione di Ra e Horus, Khepri (dio del sole che sorge) e Harmakis (dio del sole all’alba e al crepuscolo).

Gli Egizi credevano che Ra viaggiasse su Mandjet (barca del mattino o barca dei milioni di anni); Mesektet (barca notturna) e poteva muoversi attraverso il cielo e l’oltretomba (Duat).

Il mito di Ra che viaggiava su barche solari serviva a descrivere il sorgere del sole in cielo, dato che la barca notturna che attraversava la Duat riportava Ra a oriente affinché si potesse avere una nuova alba.

Nel libro dell’Amduat uno dei testi religiosi dell’antico Egitto che servivano ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell’oltretomba, era descritto in modo dettagliato il percorso di Ra e la sua lotta contro le forze del male che cercavano di non farlo risorgere al mattino.

Il viaggio del dio Sole consisteva nell’attraversamento delle dodici parti che corrispondevano alle dodici ore della notte, a bordo della sua barca notturna, percorrendo il fiume dell’oltretomba Urnes.
Nella prima ora, denominata Arerit (vestibolo), l’imbarcazione entrava in Akhet (orizzonte occidentale), prima tappa del viaggio nell’intervallo in cui il giorno cede il passo alla notte.

A bordo della barca c’erano Upuaut, la vedetta che guardava l’orizzonte; Sia (sapienza) il pilota di prua che conosceva il fiume, le correnti e i banchi di sabbia; Nebetuia (signora della barca) che gestiva l’organizzazione dell’imbarcazione; Iuf-Ra; Horhekenu, araldo che riferiva le indicazioni di Sia; Kamaat e Nehes, i due guardiani; Hu (enunciazione) pilota di poppa; Kherepuia, il timoniere, mentre le divinità cercavano di aiutare Ra nel suo percorso notturno.

Nella seconda ora, Ra, dopo aver superato il portale che consentiva di accedere all’oltretomba, percorreva le regioni di Abido, dove abitavano le anime dei beati che coltivavano i campi di Iaru e, nella terza ora su giungeva allo “Specchio d’acqua di Osiride, dove risiedeva il dio dei morti.

Alla quarta ora, proseguendo verso nord, l’imbarcazione giungeva nel deserto di Sokari, una zona arida e sabbiosa, dove le creature ignoravano deliberatamente Ra, come gli abitanti della regione.

Nella quinta ora, il dio Sole arrivava al centro di Sokari, trainato da sette dei e, alla sesta ora, era accolto con benevolenza in una zona vicina e si prendeva cura degli abitanti.

Verso la settima ora, dopo aver oltrepassato il Portale di Osiride, Ra doveva affrontare Apopi (incarnazione del caos) che aveva prosciugato il fiume, per arrestare il corso della sua imbarcazione.

Nell’ottava ora, il dio Sole giungeva in un’enorme necropoli, dove diventavano visibili le divinità ospitate nei sepolcri e, alla nona ora, l’imbarcazione giungeva nell’ultima estremità del regno di Osiride, una regione, dove regnava l’abbondanza.

Nella decima ora, Ra entrava finalmente nella regione di Eliopoli, dove l’elemento dominante era l’acqua.

All’undicesima ora il dio Sole giungeva in una contrada pericolosa, ma cinque dee lo aiutavano a distruggere tutti i suoi nemici.

Nella dodicesima ora, Ra giungeva nella regione in cui finiva il suo processo di rigenerazione, entrava nel corpo di un enorme serpente e qui si trasformava in Khepri (lo scarabeo) che usciva dalla bocca del serpente e andava verso Shu (dio dell’aria), poi si trasformava in disco solare e raggiungeva la braccia di Shu, per far rinascere il sole.

Ra fu rappresentato in vari modi, ad esempio come un uomo con testa di falco, disco solare sul capo e un serpente avvolto attorno a esso oppure di un uomo con testa di scarabeo o con testa di ariete.

Per alcuni ordini sacerdotali egizi, Ra era il creatore del mondo e cosi il dio Sole avrebbe generato se stesso, emergendo dalle acque del Nun, poi avrebbe creato gli uomini dalle sue lacrime.