Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini i Musei Civici di Monza omaggiano il grande intellettuale con la mostra Pasolini. Anima e Corpo a cura di Elio Grazioli che raccoglie una selezione di scatti di Dino Pedriali.

In mostra, fino al  4 settembre, ci sono quaranta fotografie provenienti dalla collezione della Fondazione Luigi Rovati, risalenti all’ottobre 1975, che raccontano l’intima quotidianità del Pasolini scrittore e artista, tra le sue due case di Chia e Sabaudia.

Dino Pedriali venne  chiamato da Pasolini in persona per eseguire, in due sessioni di due giorni ciascuna, un servizio fotografico che il grande intellettuale avrebbe voluto inserire in Petrolio, suo ultimo romanzo, uscito postumo.

Pasolini non vide mai quelle fotografie, infatti  l’appuntamento per visionare i provini era previsto per il 2 novembre 1975, quando il suo corpo fu ritrovato al Lido di Ostia.

Come in un film le immagini mostrano la vita di Pasolini mentre scrive, corregge, disegna, ma anche nelle sue passeggiate per le strade e concede all’osservatore di entrare nell’intimità della propria stanza, dove viene fotografato fingendosi inconsapevole della presenza dell’occhio esterno, in una situazione concertata fra lui e il fotografo, affinché gli scatti possano apparire rubat”.

Sono le ultime fotografie scattate a Pasolini da un giovane ammiratore e già esperto e fotografo, ma soprattutto c’è la regia dello scrittore che dirige il fotografo, in uno strano incrocio tra realtà e finzione, tra esibizione e scavo, che cattura corpo e anime in un modo indiretto ma rivelatore. La mostra è realizzata dal Comune di Monza in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, alla cui collezione il corpus di fotografie appartiene.

Dino Pedriali (1950 – 2021) nacque a Roma e iniziò a lavorare nel mondo dell’arte come assistente del gallerista torinese Anselmino.

L’iniziazione alla fotografia arrivò grazie l’incontro con Man Ray, cui Pedriali fece da assistente durante il viaggio italiano all’inizio degli anni Settanta e che divenne  suo maestro per il mezzo fotografico.

Autore di famosi servizi fotografici a Giacomo Manzù, Giorgio De Chirico, Federico Zeri, Carol Rama, Alberto Moravia, Federico Fellini, Rudolf Nurejev, Andy Warhol, Man Ray, vincitore del Premio Terna nel 2005, Pedriali fece del mondo maschile il suo genere d’elezione.

Achille Bonito Oliva nel 2009 ha omaggiato la carriera di Pedriali dedicandogli la copertina del volume La camera dello sguardo – Fotografi italiani.

Con il sostegno alla mostra Pasolini. Anima e Corpo la  Fondazione Luigi Rovati prosegue il suo impegno sul territorio attraverso iniziative di approfondimento culturale, rinnovando lo stretto legame con la città di Monza dopo che, insieme alle attività che dal 2016 caratterizzano il lavoro della Fondazione – convegni, pubblicazioni, mostre, ricerca e sponsorizzazioni, nel 2022 ha avviato il processo di apertura di una sede milanese nel palazzo in Corso Venezia 52.