Il Carnevale è una delle festività più amate e celebrate in tutto il mondo, da Venezia a Rio de Janeiro, passando per Viareggio e Nizza, ma quali sono le sue origini?

Secondo la tradizione popolare il Carnevale deriva da una ricorrenza cristiana che precede l’inizio della Quaresima, cioè i 40 giorni prima di Pasqua.

I primi festeggiamenti del Carnevale risalgono al VIII secolo, quando era organizzato un banchetto con tanti cibi e bevande prima del digiuno, veniva sovvertito l’ordine sociale e si nascondeva l’identità dietro una maschera.

Nonostante ciò il Carnevale è considerato anche una festa pagana, visto che si celebrava prima del Cristianesimo ed è identificabile nelle antiche feste greche dedicate a Dioniso o alle feste dei saturnali romani che avvenivano in onore di Saturno in occasione del solstizio d’inverno e quindi attorno al 21 dicembre.

Entrambe le festività erano pensate come occasione di coesione sociale e in Grecia venivano fermati i procedimenti penali e liberati i prigionieri per poterli includere e farli partecipare.

In queste giornate di feste  gli schiavi divenivano padroni e quest’ultimi li servivano,  ci si dava alla pazza gioia con grandi banchetti senza farsi mancare nulla e si assisteva al rovesciamento dell’ordine costituito lasciando spazio a scherzi e mascheramenti che simboleggiavano la supremazia del caos sull’ordine come rinnovamento simbolico della società.

Terminati i festeggiamenti l’ordine riemergeva rinnovato fino al carnevale successivo, infatti il ciclo considerato era quello dell’anno solare e il solstizio d’inverno, così come i saturnali romani,  rappresentavano il rinnovamento determinato dal nuovo anno.

Ai tempi dell’Antica Roma, la festa in onore della dea egizia Iside, che si diffuse in tutto l’Impero Romano, prevedeva la presenza di gruppi e cortei mascherati come si legge nelle Metamorfosi di Lucio Apuleio.

Nella festività denominata Equirria, in onore di Marte, celebrata tra il 27 febbraio ed il 14 marzo, avvenivano delle corse di carri mentre l’anno vecchio era simboleggiato dal personaggio di Mamurio Veturio, un uomo coperto da pelli di capra portato in processione e colpito da alcune bacchette, poi in suo onore veniva celebrata la festa del Mamuralia il 14 o 15 marzo.

Anche i Greci in questo periodo celebravano le feste di Dionisio, organizzando banchetti in cui ci si ubriacava e celebrazioni di questo tipo si tenevano anche in Egitto e nell’antica Babilonia.

Tutte queste festività sono accomunate da tratti caratteristici che appartengono al Carnevale, ad esempio in molte era previsto che venisse  realizzato un fantoccio a cui si dava fuoco durante un rituale per purificare l’intera comunità.

Inoltre l’utilizzo del travestimento e della maschera è molto importante, dato che significava prendersi una pausa dalla propria personalità e concedersi una divagazione rispetto alla vita quotidiana, dato che nell’antichità la maschera era usata per raccogliere le energie delle divinità e delle forze della natura, in modo da catturarne il potere e sfruttarlo a proprio piacimento.