Il Carnevale in Basilicata è molto sentito dalle popolazioni locali in quanto rappresenta un fortissimo patrimonio culturale, infatti le maschere di Carnevale della regione hanno origini molto antiche e sono legate a tradizioni arcaiche e contadine, dai Rumit, alberi semoventi che provengono dai boschi e invadono il paese, all’Orso (Urs) e la Quaresima (Quaremma).

Anche i riti sono molto particolari perché oltre al tradizionale corteo si svolgono nei centri dei paesi delle rappresentazioni teatrali a cielo aperto che culminano con il rogo del pupazzo del Carnevale in piazza.

Ogni anno ad Aliano (Matera) nel giorno di martedì grasso sfilano le maschere cornute realizzate in argilla e cartapesta, con goffe creature demoniache dalla cui fronte spuntano lunghe corna e grandi nasi pendenti e sulla cui cappello sventolano riccioli colorati, che girano per il paese suonando fisarmoniche e gli stravaganti cupa cupa.

Il Carnevale di Cirigliano (Matera) ha origini medievali ed è incentrato sulle quattro stagioni e i dodici mesi dell’anno, che vengono rappresentati da figuranti che esaltano le caratteristiche dei vari periodi e a guidare il corteo è il Capodanno.

I carri sono annunciati dal suono dei campanacci che precedono l’arrivo di preti e pastori vestiti di bianco che hanno in mano una croce e un teschio di vitello, mentre e a chiusura del corteo c’è il feretro del carnevale lucano.

La festa si conclude con il Rogo del Carnevale dove viene bruciato un fantoccio in un rito propiziatorio.

Nel periodo di Carnevale le strade di Lavello (Potenza) brulicano di uomini e donne mascherati che si divertono  per aspettare l’arrivo delle Maschere dei Domini, dove finalmente i giovani mascherati con l’abito rosso tipico del Domino possono  ballare di nascosto con le loro innamorate.

Il Carnevalone di Montescaglioso (Matera) ha origini contadine e si svolge al suono di campanacci di ogni genere, agitati per scacciare la malasorte, con personaggi come U Fus’ che rappresenta la Parca romana con il suo grande fuso che viene lanciato in strada, La Quaremma, cioè la moglie di Carnevalone, Il Carnevalone, un vecchio barbuto a cavallo di un asino con in mano un ombrello nero e sgangherato e molti altri.

Ogni anno a San Mauro Forte Matera si svolge un rito antico che coincide con la festa di Sant’Antonio Abate, con una sfilata di suonatori di Campanacci e i più lunghi sono di sesso maschile, mentre quelli più corti di sesso femminile  sono simbolo di fecondità.

Il Carnevale di Satriano di Lucania (Potenza) è il Carnevale più caratteristico e suggestivo della Basilicata, uno dei pochi riti arborei sopravvissuti nella loro integrità.

Si svolge il sabato e la domenica prima del Martedì Grasso ed è caratterizzato da tre  maschere tipiche, L’Orso (L’Urs): uomo-animale vestito di pelli di pecora o di capra, rappresenta prosperità, buona sorte e successo, L’Eremita (U’Rumit): simile a un albero vagante in quanto è cosparso di foglie, rampicanti e altre piante er  La Quaresima (A Quares’m): donna anziana e malinconica vestita di nero, sul cui volto è disegnata una smorfia rossa dalla bocca fino alle guance.

Il Carnevale di Teana (Carnuluvar di Teana) in provincia di Potenza gira intorno a due personaggi principali, l’Orso e il Carnevale, che l’ultimo sabato di Carnevale è al centro di un processo a mo’di parodia della Passione di Cristo.

Nel corteo di maschere che sfila nel paese animato da tarantelle e zampogne, danze e canti popolari, è la Quaremma, vestita di nero e innamorata di Carnevale, un contadino ubriacone.

Il Carnevale di Tricarico (Matera) ha inizio il 17 gennaio in concomitanza con la festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e ha come protagoniste le maschere delle mucche e dei tori, che rappresentano una mandria in transumanza.

Oltre alla sfilata delle maschere c’è la distruzione del Fantoccio con un falò in piazza e il pianto della Quaremma, moglie del Carnevale.