Fino al 19 Febbraio 2023, a cura di Clara Allasia e Federico Sanguineti, in  collaborazione con Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Studi Umanistici, Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti, la Gam di Torino dedica a Edoardo Sanguineti, poeta, regista, romanziere, sceneggiatore, traduttore, critico e drammaturgo, una mostra negli spazi della Wunderkammer che raccoglie diverse opere, tra cui alcuni ritratti, che gli amici artisti avevano dedicato al grande poeta.

La celebrazione del grande poeta si colloca all’interno di SanguiNetwork: ritratto del secolo breve, progetto di Rilevante Interesse Nazionale ideato dal Centro Interuniversitario Edoardo Sanguineti del Dipartimento di Studi Umanistici presso l’Università degli Studi di Torino.

Il percorso in mostra si propone di ricostruire, con le opere della ricca collezione privata di Casa Sanguineti, i legami d’amicizia e le fertili collaborazioni del poeta e intellettuale con alcuni tra i più celebri artisti a lui contemporanei.

Il rapporto si rivela guardando anche le molte pagine che Sanguineti ha dedicato al mondo dell’arte infatti tra le immagini e la parola letteraria esiste per l’autore una relazione profonda, che svela il Volto del poeta.

Se talvolta è l’arte a trarre ispirazione dai suoi versi e dalle sue prose, in altri casi è lo scrittore a dedicare poesie e pagine critiche agli amici artisti e in altri casi sono gli artisti a illustrare le raccolte poetiche, a conferma di un dialogo intermediale e di uno sperimentalismo che rappresentano le caratteristiche fondanti della ricerca sanguinetiana.

Questo percorso dà una riflessione sull’estrema duttilità della parola che può entrare in contatto con media diversi e rimane l’elemento fondamentale per convocare la storia, la cultura e soprattutto l’arte nella realtà.

In mostra ci sono circa  40 opere eseguite, tra gli altri, da Emilio Vedova, Enrico Baj, Pietro Cascella, Ugo Nespolo, Carol Rama, ciascuna con un testo di Sanguineti che evoca lo stretto rapporto di amicizia e il sentimento fraterno con gli artisti, una serie di frammenti di saggi, poesie, sonetti ma anche curiosi e divertenti giochi di parole costruiti sui nomi degli artisti.

Per Carol Rama ad esempio il poeta scrisse «Mi piace supporre […] che Carol rappresenti egregiamente il caso dell’artista che prova un brivido di spaventato sbalordimento dinanzi al primo materializzarsi del proprio immaginario più profondo, e a lungo studia, in faticoso esorcismo, di raffreddarlo, di aggirarlo, di proiettarlo neutralizzato in una catena di soluzioni equivalenti, ma rese controllabili e sopportabili».