scanno

Gli effetti socio-economici del periodo 2020 – 22, la guerra, la rivoluzione delle donne in Iran, la rotta migratoria balcanica e quella mediterranea sono il cuore della terza edizione del Festival letterario tutto al femminile Ju Buk, che nel gergo locale sta a indicare la bisaccia del pastore transumante,  diretto dalla sociologa e giornalista Eleonora de Nardis Giansante, che si terrà dal 28 al 30 luglio a Scanno, antico borgo nel Parco nazionale d’Abruzzo, molto amato dai fotografi Cartier Bresson e Giacomelli, sotto gli alti patrocinii del MiC e della Regione Abruzzo.

Il festival è dedicato alle donne che trasmettono i fili della Memoria e in grado di capovolgere stereotipi e scrivere nuove grammatiche di rapporti tra generi.

Aprirà la giornata dedicata alla narrativa l’esordiente abruzzese Kristine Maria Rapino con Fichi di marzo (Sperling&Kupfer) che racconta  le vicende di una famiglia di pastai della Majella, seguita dalla scrittrice siciliana che vive tra Roma e Parigi Anna Giurickovic Dato con Il grande me (Fazi).

La seconda giornata, per le saggistica, vedrà sul palco la giornalista Tiziana Ciavardini con il suo lavoro Ti racconto l’Iran. I miei anni in terra di Persia (Armando) e l’economista femminista Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics di Unitelma Sapienza, con Le signore non parlano di soldi (Fabbri) poi interverranno donne da molti paesi che raccontano di terre diverse.

La terza giornata avrà come protagoniste la giallista Piera Carlomagno con Il taglio freddo della luna (Solferino) e l’afropartenopea Djarah Khan con  l’acclamato Ladri di denti (People).

Nel segno della staffetta generazionale tornerà  il premio Ju Buk Opera Prima, affidato alla direzione artistica di Valeria Gargiullo, enfant prodige di Salani e vincitrice dell’ultimo Premio John Fante.

Madrina dell’evento sarà l’attrice Valentina Melis, attivista per i diritti civili e le pari opportunità e testimonial dell’associazione Differenza Donna, mentre durante le presentazioni sarà possibile ammirare le opere dell’artista abruzzese Giusi Michini, sculture contemporanee create in esclusiva, traendo ispirazione dai temi portanti di Ju Buk.

Nelle scorse edizioni il festival aveva ospitato grandi firme della letteratura italiana, da Nadia Terranova a Valeria Parrella a Donatella Di Pietrantonio ed ora torna con i suoi tre giorni di libri e cultura di genere, per lasciare anche stavolta un segno rilevante nel panorama dei festival letterari estivi.