Il suggestivo borgo di Bosco Marengo si trova in provincia di Alessandria, a pochi chilometri dal confine tra Lombardia e Piemonte, non molto distante dal paese dove si svolse l’omonima battaglia vinta da Napoleone.

Lì sorge il complesso monumentale di Santa Croce, capolavoro di arte e fede e non solo, ma che tuttavia rimane uno dei tesori più misconosciuti del Piemonte e del Nord Italia.

Bosco Marengo fu colonizzata per primi dalla stirpe ligure dei Marici, da cui deriva il nome di Marengo, per poi essere conquistato durante le guerre puniche dai consoli Marco Claudio e Sulpicio Gallo. Grazie al console Marco Emilio Lepido nel 187 a.C. fu costruita una parte della via Emilia, che attraversava il territorio del comune passando a circa due chilometri dal paese e in quello stesso periodo è segnalato un primo agglomerato di case che aveva la funzione di fornire il cambio cavalli per i viaggiatori.

La svolta arrivò nel 1566, quando il concittadino Antonio Michele Ghislieri divenne Papa col nome di Pio V fino ad ora unico pontefice piemontese.

Nella sua natia Bosco Marengo, si mosse nell’aiutare l’agricoltura riscattando i diritti dell’acqua per l’irrigazione e a erigere nel 1571 il monte frumentario, una banca del grano, stipendiò un medico e un maestro e lo stesso Filippo II di Spagna, grazie all’amicizia con il papa, dichiarò Bosco Terra Insigne e concesse speciali privilegi a favore della comunità boschese.

Il nome del Papa a Bosco oggi è legato al convento domenicano di Santa Croce, uno dei capolavori del Rinascimento piemontese, per cui lo stesso Pio V comprò terreni e case nel centro storico per avere la zona adatta a realizzare un sogno che aveva fin da quando era cardinale.

Il convento venne realizzato al di fuori delle mura del paese tra Bosco e Frugarolo, allo scopo di avere un centro che unisse i due paesi in un nuovo nucleo urbano.

La breve durata del papato di Pio V non permise al pontefice di vedere la fine dei lavori del convento che venne completato solo nell’ultimo decennio del Cinquecento.

Nel luglio 2002, dopo un lungo periodo di abbandono, l’ex convento di Santa Croce fu scelto da Mikhail Gorbaciov come sede del World Political Forum da lui presieduto, Qui passarono numerosi personaggi di spicco del panorama politico mondiale, come Helmut Kohl, Wojciech Jaruzelski, Giulio Andreotti, Bono Vox, Francesco Cossiga, Jacques Delors, Ralf Dahrendorf e molti altri, per discutere tutte le soluzioni possibili per il mondo della globalizzazione e le cruciali problematiche internazionali. Ora quest’istituzione è stata sciolta, rimane in una grande sala un lunghissimo tavolo, le sedie, l’impianto di traduzione simultaneo, il tutto illuminato da originali lampadari dorati donati al tempo dall’associazione orafi di Valenza Po.

Attualmente nel convento sono in corso importanti interventi di restauro e ristrutturazione di alcuni locali, che diventeranno una scuola di restauro, per master post laurea di alto livello.