Lonely Planet, in viaggio per il mondo

Lonely Planet, in viaggio per il mondo

E’ estate perche non fare un bel viaggio? Magari con una guida della Lonely Planet, la casa editrice australiana che pubblica guide turistiche dagli anni Settanta…

Il primo libro della casa editrice, Lonely Planet, Across Asia on the Cheap, fu scritto da Tony Wheeler, un ex ingegnere della Chrysler, e da sua moglie Maureen a Sydney nel 1973, dopo un viaggio che dalla Turchia li aveva condotti attraverso Iran, Afghanistan e Pakistan, fino all’India e al Nepal.

Il volume divenne in poco tempo un piccolo best seller in Australia e in tre mesi vendette ottomila copie, ciò spinse la coppia a scrivere South-East Asia on a Shoestring, oggi considerata uno dei libri di maggior successo di Lonely Planet.

Lonely Planet divenne in breve un punto di riferimento per i giovani viaggiatori attratti dal lungo itinerario via terra dall’Australia all’Europa, in anni dove i servizi di viaggio erano carenti, per non parlare delle soluzioni low-cost, motivo che rendeva ancora più unica l’avventura.

Inizialmente centrato sull’Asia, l’interesse di Lonely Planet si estese a tutto il globo e nel 1989 c’erano in catalogo oltre 70 titoli che coprivano tutto il mondo fatto salvo per Europa Occidentale, Unione Sovietica e Stati Uniti.

Nel dicembre 1991 fu pubblicata la prima guida dell’URSS, proprio mentre il futuro del paese era molto incerto, che ricevette molti apprezzamenti anche da parte degli stessi cittadini sovietici, che per la prima volta avevano un testo omnicomprensivo sul loro sterminato paese.

Alle produzioni consuete, che sono le shoestring, guide dedicate a regioni vaste o addirittura interi continenti come l’Africa, e travel survival kit, dedicate a un solo paese, si affiancano i phrasesbook, i frasari di viaggio, che non si limitano alle sole frasi per chiedere informazioni ma hanno sezioni dedicate alla socializzazione con le popolazioni locali, gli usi e costumi, la religione.

Dal 1986 alla casa editrice si affiancano alcune importanti iniziative umanitarie, infatti, parte dei proventi della Lonely Planet sono devoluti per la realizzazione di progetti umanitari in Africa, India, America Centrale e anche in opere di sensibilizzazione, come ad esempio la campagna con Greenpeace contro i test nucleari francesi nel Pacifico.

Con il tempo le guide Lonely Planet non si rivolgono solo ai backpackers, ma contemplano anche passaggi aerei e alberghi di lusso.

Lonely Planet possiede anche una società di produzione televisiva, che ha realizzato le serie Lonely Planet Six Degrees, The Sport Traveller, Going Bush e Vintage New Zealand e, oltre alla sede australiana di Maribyrnong, ha uffici a Londra e Oakland, California.

Nell’ottobre del 2007 la BBC Worldwide, parte del gruppo britannico BBC, ha acquisito il 75% della casa editrice australiana, pagandolo 88,1 milioni di sterline e la famiglia Wheeler ha conservato il rimanente 25% della società fino al febbraio 2011, quando ha venduto la quota residua alla BBC.

In seguito nel marzo 2013 la BBC Worldwide ha venduto, per 75 milioni di dollari, la maggioranza delle azioni alla società statunitense NC2 Media, il cui azionista di riferimento è Brad Kelley, un miliardario che, dopo aver venduto il suo gruppo che produceva sigarette a basso costo, ha acquistato vaste aree in Texas, Florida e Nuovo Messico, arrivando a possedere circa 1.5 milioni di acri.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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