COPERTINA

In collegamento dalla mia nuova base operativa, l’Iperuranio, quel prodigioso luogo al di là del cielo dove nascono le idee più splendidamente sconcertanti, quest’oggi si parlerà di sopravvivenza.

Per chi mi segue da un po’, ormai la mia simpatia per l’Apocalisse è cosa nota; per chi si fosse collegato solo oggi, temo sia troppo tardi per lanciare uno spoiler alert.

In pratica quassù nascono le idee che laggiù sulla Terra si trasformano nelle catastrofiche contingenze che possiamo quotidianamente apprezzare. Da qui orientarsi non è facile ma distogliere lo sguardo dal panorama è davvero impossibile!

Ecco, a proposito del titolo, non so voi ma io, se penso alla sopravvivenza, penso alla Svezia e mi sembra ovvio per i seguenti quattro motivi:

  1. I Vichinghi: popolo fiero e gagliardo, belle barbe, belle pettinature, idromele, saccheggi e tutti i testi delle canzoni dei Manowar messe insieme in un tripudio di mutande di pelliccia ed epicità ad insegnarci che non basta sopravvivere ma bisogna farlo con stile, onore, armati fino ai denti e non poco avvinazzati.

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  1. Il signor Alfred Nobel, quello che tutti pensano si chiami Premio: un tipetto svedese tutto brio che, prima di diventare il più noto filantropo della storia, fece fortuna brevettando la dinamite ed altri esplosivi che, tra le tante cose, trasformarono il fratello Ludvig in coriandoli;

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  1. L’IKEA: il concetto stesso di sopravvivenza ha preso nuova forza da quando il negozietto di fiammiferi di Småland si è trasformato nella multinazionale gialloblu di MDF, laminato, viti contate, matitine, metri di carta e nomi impronunciabili, oggetto di brama e soggetto degli incubi di tutti i fidanzati e mariti della galassia;

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  1. Gli Europe: 5 biondi, androgini e cotonati cloni scandinavi, astri del panorama metal neomelodico (non proprio vichinghi) che negli anni ’80 polverizzarono le mutande di tutte le fans gorgheggiando il più orecchiabile degli omaggi al pessimismo cosmico: THE FINAL COUNTDOWN... ed è proprio questo il punto!

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Il testo: perfettamente chiaro e lineare si è perso, negli anni, nelle note del memorabile riff di tastiera di Joey Tempest ma quelle 5 splendide platinate Cassandre, progenie del fertile ventre della terra degli Svear, già sapevano che era meglio iniziare a contare e certo non potevano aspettare di diventare meno biondi…

Non voglio sottrarre il piacere, a chi non sa o ha dimenticato (e quindi è complice), di andare a cercare testo e traduzione ma, avvalendoci della memoria o dell’ausilio del web, proprio non possiamo non notare i parallelismi tra il profetico brano e le attualissime iniziative di quel nerd sudafricano di Elon Musk, pronto, proprio in questi giorni al lancio della Crew Dragon di SpaceX destinazione prima Luna, poi Marte e un giorno Pandora.

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Nessuno mi toglierà dalla testa che si tratti di un evidente segnale che laggiù, sulla Terra, qualcuno stia iniziando a tirare i remi in barca; che tra guerre, disastri ambientali e questa pandemia si stia mettendo in moto un non troppo ben dissimulato piano di fuga.

Anche qui, nell’Iperuranio, la situazione è critica. Le idee si muovono a disagio, schizzano imbizzarrite, si accoppiano e riproducono senza pudore né controllo e, nella Babele di questo folle contesto, ho incrociato alcune delle più ispirate pensate marchiate Italia: l’anima pulsante a monte di tutto un variegato movimento complottista infervorato dal countdown (su cui apriremo un capitolo a breve) e la visionaria trovata di introdurre, nel già ingarbugliato panorama italico, loro:

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gli infami comunali, o assistenti civici. Tutte le altre idee qui, ve lo dico, hanno riso forte.

Ora, non voglio dire che ve l’avevo detto (anche perché non lo avevo affatto detto) ma fin dalle prime battute del lockdown, aleggiava il tetro presagio che, travisando clamorosamente gli insegnamenti della parabola Cherokee dei due lupi, avremmo scelto di alimentare il più ignobile dei due, quello della diffidenza e della delazione come la più ovvia delle conseguenze del prolungato ritiro sociale.

Era proprio necessario gettare altro accelerante sulle fiamme già alte dell’intolleranza e del sospetto? Voglio dire, non ci stavamo già abbastanza sulle balle così?

La risposta giace svenuta insieme all’altro lupo, quell’ormai scheletrico vecchio fricchettone della collaborazione, dei balli di gruppo, dei falò e del volemose bene…