A Novara nel weekend del 21 e 22 gennaio tornano, senza limitazioni, i festeggiamenti per San Gaudenzio con la celebrazione di quelle tradizioni che costituiscono la storia della città, primo fra tutti il corteo che dal centro arriverà in Basilica prima della Messa e delle altre cerimonie che fanno parte della memoria locale.

Il tradizionale corteo, con la cerimonia delle Rose, si terrà il 22 gennaio, mentre dal 20 al 29 sarà aperto lo Scurolo del Santo.

Venerdì 20 saranno consegnati i riconoscimenti ai Novaresi dell’anno e ai benemeriti della solidarietà e domenica 22, dalle 9, la fiera di San Gaudenzio sarà per le vie del centro città intorno alla basilica e lungo Baluardo Quintino Sella, che  proporranno dolciumi, prodotti alimentari regionali e locali da tutta Italia e i tradizionalissimi marroni di San Gaudenzio.

Il 22 gennaio è una data importante per la città di Novara, perché è la festa del patrono San Gaudenzio che fu il protagonista di un miracolo davvero particolare.

Era il gennaio del 396 e, dopo che a Vercelli era morto il vescovo Limenio, si doveva nominare il suo successore.

Essere vescovo allora significava diventare il proprietario di molte terre e possedimenti, avere un grande potere e questo creava forti controversie al momento di una nuova nomina.

Per porre pace tra i contendenti arrivò a Vercelli Ambrogio vescovo di Milano.

La trattativa fu difficile e faticosa e, raggiunto un accordo, Ambrogio si mise in viaggio per tornare a Milano, tra zone boscose e corsi d’acqua e nevica.

Mentre il giorno stava per finire Ambrogio arrivò a Novara dove avrebbe voluto fermarsi a salutare l’amico Gaudenzio ma è tardi e decise di proseguire.

All’improvviso  però i cavalli si fermarono  e Ambrogio, sapendo che Dio parla nei modi più diversi, decise di tornare indietro, verso Novara.

Gaudenzio in quella fredda sera d’inverno sentì l’arrivo del vescovo Ambrogio ed uscì per incontrarlo.

L’incontro tra i due fu cordiale e fraterno e Gaudenzio invitò Ambrogio a fermarsi per la notte, ma la sua casa era povera e spoglia, come il giardino.

Ma ecco all’esterno, tra la neve, un roseto si coprì di fiori e un melo di frutti rossi.

Oggi i novaresi il 22 gennaio ricordano quel miracolo attraverso la Cerimonia delle rose, dove ogni anno la cittadinanza si fa carico di pulire le rose che si trovano sul lampadario della basilica, poi vengono riposizionate e benedette dal vescovo di Novara, prima della Messa solenne in onore del patrono.