Il calcio sopra la traversa: Sampdoria

Il calcio sopra la traversa: Sampdoria

Un nome composito Sampdoria, che indica l’unione della squadra del quartiere genovese di Sampierdarena e quella di un collegio svizzero, l’Andrea Doria. Uno scudetto in bacheca, come il Cagliari e il Verona, ma anche 4 Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa italiana, oltre a una finale di Coppa dei Campioni.

L’Unione Calcio Sampdoria nacque a Genova il 12 agosto 1946 dalla fusione di due antiche società la Sampierdarenese (1891 e l’Andrea Doria (1895), già precedentemente unite per un periodo sotto la bandiera della Dominante. Società fondata nel 1927, su indicazione del regime fascista e che assumerà nel 1930 la denominazione Foot Ball Club Liguria e sciogliendosi l’anno successivo dopo la retrocessione in Serie B.

La Sampierdarenese militava in Serie A, ma era in condizioni economiche difficili, grazie proprio all’unione con l’altro sodalizio cittadino, messo in condizioni migliori, vennero messe insieme tutte le risorse per costituire una società degna avversaria cittadina dei titolati cugini genoani. La nuova maglia fu un insieme dei colori delle due precedenti società. Quelli rossoneri della Sampieredarenee si unirono al biancoblu della Doria, dando origine a una particolare combinazione, ossia una maglia blu cerchiata sul petto da una fascia biancorossonera al cui centro campeggia lo scudo di San Giorgio, simbolo di Genova. Per via del particolare disegno delle loro divise, i giocatori sampdoriani sono da sempre chiamati con l’appellativo di “Blucerchiati”. Mentre la squadra è detta la Samp o Doria.

Il primo presidente ufficiale fu Piero Sanguineti, mentre il primo allenatore fu Giuseppe Galluzzi. Il primo campionato disputato è quello di Serie A del 1946-47, terminato al 10° posto e, da quel momento in poi, la Sampdoria fu nella massima serie per diversi anni, cogliendo con il quarto posto del 1961, il miglior risultato fino a quel momento. Grazie ai gol del bomber Sergio Brighenti, e dell’austriaco Ernst Ocwirk, idoli della tifoseria doriana del tempo.

Al termine del campionato 1965-66, retrocede in Serie B per la prima volta nella sua storia, risalendo immediatamente sotto la guida di Fulvio Bernardini. Tra i giocatori del periodo il portiere Battara, Vincenzi, Frustalupi, Romeo Benetti, Sabatini e Bobo Vieri, papà di Christian poi centravanti della Nazionale oltre che di Juventus, Inter, Lazio e Milan. Il presidente è l’avv. Colantuoni, Bernardini rimane sulla panchina blucerchiata sino alla stagione 1971-72, con campionati conclusi in posizioni di medio-bassa classifica. In rosa arrivano anche due giocatori che hanno vinto tanto a Milano con Inter e Milan, Suarez e Lodetti, ma sono agli sgoccioli della carriera. E’ il periodo di Salvi e Saltutti, Santin, Negrisolo, Loris Boni, Marcello Lippi in difesa, Rocco Fotia e Dino Spadetto. A cui seguono il portiere Cacciatori, Prunecchi, Arnuzzo, De Giorgis, Enrico Nicolini e Mario Maraschi. Per il campionato 1975-76, il trainer è Eugenio Bersellini, arrivato con grandi idee e progetti, non riesce nell’intento e nella stagione successiva la Samp rotola in Serie B.

L’avvento dell’imprenditore Paolo Mantovani, nel 1979, trasformò gradualmente la Sampdoria in una delle realtà più importanti del calcio italiano, acquisendo pian piano giocatori talentuosi e affiancandoli a elementi più esperti, con il fondamentale aiuto del ds Paolo Borea, che portò a Genova Mancini, Vialli, Vierchowod, Lombardo, Pellegrini, Mannini, Pari, Pagliuca, gli stranieri Francis, Brady, Souness, Cerezo, Katanec e Platt. Il primo passo però fu la riconquista della Serie A, che arriva al termine della stagione 1981-82, con un cambio di panchina in corso d’opera da Riccomini a Renzo Ulivieri, per una squadra che conta a metà campo su Pat Sala, mediano dell’ultimo scudetto del Torino, Alessandro Scanziani, quindi Roselli, Logozzo, Vullo, Bellotto, in attacco Garrittano, Ezio Sella e Nicola Zanone. Tra i pali Bistazzoni e Paolo Conti.  Con Ulivieri chiude al settimo posto in Serie A, con il giovanissimo Roberto Mancini e Alviero Chiorri in attacco.

Nel 1985 con Bersellini nuovamente in panchina si piazza al quarto posto. Arriva anche il primo trofeo con la conquista della Coppa Italia e, nella seconda metà degli anni Ottanta, la Sampdoria mise in mostra i gemelli del gol Vialli e Mancini, insieme, con opposte fortune, anche in Nazionale. Tra i punti di forza della squadra anche Luca Pagliuca in porta e Fausto Salsano a centrocampo.

Sulla panchina arrivò Vujadin Boskov, personaggio straordinario e la Coppa Italia fu vinta nuovamente nel 1988, cui seguì una cavalcata in Coppa delle Coppe, ma la finale fu persa contro il Barcellona a Berna. Un attacco atomico che conta oltre alla coppia Vialli-Mancini anche Maurizio Ganz, Enrico Chiesa e Marco Branca. A centrocampo il panzer dello scudetto del Veronas, Hans-Peter Briegel.

Nel 1990 i blucerchiati ebbero la meglio sull’Anderlecht ai supplementari, con Vialli mattatore e nella stagione 1990-91 il club genovese raggiunse il più grande trionfo della sua storia, lo scudetto, con 5 punti di vantaggio sull’Inter, Vialli capocannoniere e il trionfo a Marassi contro il Lecce il 19 maggio 1991 che rappresenta ancora oggi la data storica di tutti i tifosi doriani.

Un anno dopo la Samp nella finale di Coppa dei Campioni a Wembley contro il Barcellona perse per la punizione di Koeman nei supplementari. Si chiude il ciclo Boskov e la panchina passa allo svedese Sven Goran Eriksson

Nel 1993 ci fu la morte di Mantovani, cui subentrò il figlio Enrico che fu capace di portare in blucerchiato tanti giocatori di livello internazionale come Gullit, Veron, Jugovic, Boghossian, Mihajlovic, Karembeu, oltre due formidabili bomber come Chiesa e Montella. Gli anni d’oro della Sampdoria si conclusero nel 1999, quando arrivò la triste retrocessione. La squadra non riuscì a risalire subito, ma solo dopo quattro lunghe stagioni.

La Samp vide il cambio di proprietà nel 2002, con il passaggio dalla famiglia Mantovani, nelle mani di Riccardo Garrone e nell’anno seguente ci fu il ritorno in A, con allenatore Novellino, che nel 2004-05 chiude al quinto posto con l’approdo in Coppa UEFA. Per la stagione 2007-09 sulla panchina doriana, si siede Walter Mazzarri, che chiude al sesto posto che vale ancora l’ingresso nelle competizioni europee. Nel 2009-10 con Del Neri come tecnico chiude in quarta posizione e l’accesso ai preliminari di Champions League.

L’annata 2010-11 vide la squadra passare dalla guida tecnica di Mimmo Di Carlo a quella di Alberto Cavasin, dall’eliminazione nel preliminare di Champions League contro il Werder Brema alla clamorosa nuova caduta in B, dopo che nel mercato invernale erano stati ceduti gli attaccanti titolari Cassano e Pazzini.  Al termine della stagione successiva con tecnico Giuseppe Iachini, la Samp, chiude al sesto posto del torneo cadetto, l’ultimo disponibile per i play-off promozione: la Samp li vinse superando in finale il Varese, conquistando così la risalita nella serie maggiore.

Nell’estate 2014 ci fu l’arrivo del nuovo proprietario, il romano Massimo Ferrero, la valorizzazione del tecnico Giampaolo, l’exploit di Fabio Quagliarella che nel 2018-19, si laureò capocannoniere della Serie A.

Per la stagione 2019-20 la panchina è affidata a Eusebio Di Francesco ma la situazione societaria è a dir poco caotica. L’allenatore rescinde il contratto già ottobre. Al suo posto viene ingaggiato l’esperto Claudio Ranieri, il quale riesce a salvare la squadra dopo un’importante rimonta.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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