Il museo del Rubinetto sul Lago d’Orta

Il museo del Rubinetto sul Lago d’Orta

Un viaggio nella storia di uno degli oggetti casalinghi più comuni di sempre…

Il Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia di San Maurizio d’Opaglio, sul Lago d’Orta, affronta l’affascinante argomento del rapporto dell’uomo con l’acqua in un percorso sulla storia dell’igiene e delle innovazioni tecnologiche che hanno permesso di dominare l’elemento liquido, trasformando la cura del corpo da una pratica di lusso per pochi a fenomeno di massa.

Il progetto museale ripercorre la storia sociale dell’acqua e delle innovazioni che hanno permesso di dominare l’elemento liquido, dal punto di vista del distretto industriale del rubinetto e del valvolame nel Cusio.

Nell’aprile del 1995 fu inaugurata nell’atrio del Municipio di San Maurizio d’Opaglio una rassegna permanente dal titolo “L’uomo e l’acqua”, che esponeva rubinetti e utensili vari, completi di pannelli didascalici, legati alla storia produttiva del territorio di San Maurizio d’Opaglio, il cui simbolo è il rubinetto, con lo scopo non solo di ricordare la storia del rapporto dell’uomo con l’acqua nel corso dei secoli, ma anche di salvaguardare e trasmettere alle future generazioni l’immenso patrimonio umano e tecnologico che ha fatto del Cusio il maggior polo industriale italiano nel settore rubinettiero.

Nel luglio del  2005 il trasferimento di tutti i materiali che facevano parte della mostra permanente presso i due locali a piano terra del vecchio Municipio, una utilizzata come ufficio, sala riunioni e archiviazione documenti, ha permesso la nascita di uno spazio espositivo adibito a mostre tematiche, in attesa che giunga a compimento il recupero del vecchio municipio, con spazi per un laboratorio didattico, sala conferenze, ufficio, biblioteca tecnologica per ricerche e studi.

La missione che il Museo si prefigge è quella di illustrare non solo la storia di San Maurizio d’Opaglio e del distretto industriale del rubinetto, ma anche di esporre le tematiche relative alla potabilizzazione dell’acqua e l’uso delle risorse idriche con cui la tecnologia del rubinetto si è dovuta confrontare.

Ma il Museo si propone anche come spazio aperto alla discussione sui temi legati alla disponibilità di acqua nel mondo e alla necessità di razionalizzarne l’uso per limitare gli sprechi e garantirne a tutti l’accesso

Ricostruire la storia dell’industria della rubinetteria e del valvolame nel novarese significa ripercorrere la storia industriale e sociale dell’Italia post unitaria, quando antiche tecniche ed esperienze secolari di lavoro cominciano a incontrarsi con le richieste di un mondo che va rapidamente cambiando, segue l’accelerazione impressa dalla modernizzazione.

In un susseguirsi di periodi di crescita e di crisi, nei quali il sistema produttivo si riorganizza, si arriva al 1965, quando il distretto della rubinetteria e del valvolame decolla definitivamente affermandosi a livello mondiale.

Per parlare della crescita industriale che ha trasformato il basso Cusio in una delle principali aree industriali italiane il museo ha la testimonianza delle aziende sorte dal 1860 al 1965 e ancora in attività, parte di un mosaico storico la cui ricostruzione complessiva è in larga misura ancora da scrivere, dove l’innovazione tecnologica, la capacità di stare sui mercati e la personalità dei fondatori assumono notevole rilevo, sempre con un proprio prodotto, atteggiamento e stile.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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