Il Santuario della Bozzola

In tutta la Lomellina, regno del mare a quadretti delle risaie, il santuario più frequentato e oggetto di devozione è sicuramente la Bozzola di Garlasco, cuore di arte e fede nato da un prodigio avvenuto verso la fine del XV secolo.

Fu in un giorno di settembre del 1465, che la Vergine Maria donò la voce alla pastorella Maria Benedetta, muta dopo aver assistito al massacro della sua famiglia, in una radura tra i cespugli di biancospino vicino a Garlasco, dove si trovava un’edicola votiva.

Poi la Madonna disse alla ragazza: “Maria Benedetta, vai a dire alla gente di Garlasco, che voglio qui un Santuario a protezione di tutta la Lomellina.

Saranno tante le grazie che io farò in questo luogo, che i miei figli esperimenteranno i tesori delle mie misericordie.

Come segno che ti sono apparsa tu hai già udito il mio messaggio, ora lo porterai alla gente di Garlasco”.

Maria, tornata in paese, riferì ai compaesani, molto stupiti nel vedere che aveva riacquistato la voce, ciò che le era stato comunicato.

Subito la cittadina di Garlasco s’impegnò nell’edificazione di una cappellina vicino all’edicola votiva, che di lì a poco sarebbe diventata una chiesa vera e propria.

Negli anni a cavallo tra 1500 e 1600 avvenne un grande ampliamento della chiesa, spostando l’asse della navata in modo che fosse l’altare con l’immagine miracolosa ad avere il ruolo di altar maggiore.

Una visita di monsignor Mandriani, vescovo di Pavia, nel 1623, dice che c’era già nel santuario il complesso di statue di gesso dette Caragnòn, raffiguranti un gruppo di persone che, con Maria, piangono la morte di Gesù, oggi collocati nella Cappella della Misericordia.

Nel 1662 venne edificato il campanile, poi nel Settecento venne edificato il braccio destro della chiesa, fu innalzata la volta del presbiterio e completata la cupola ottagonale.

Con il 1765 avvenne la solenne dedicazione del nuovo altare maggiore, in marmi policromi, per meglio evidenziare la quattrocentesca immagine della Vergine.

Nel 1843 fu completato il braccio di sinistra e nel 1860 l’allungamento della navata centrale, permettendo all’edificio di assumerne l’attuale forma a croce greca, poi nel 1905 Cesare Nava progettò la facciata, cui vennero in seguito aggiunte le statue in cotto del Provini di Milano e del Repellini di Cremona.

La storia del Santuario, nei primi del Novecento, vide eventi memorabili, come nel 1927 le celebrazioni per l’aggregazione del Santuario come Basilica Minore alla Basilica Vaticana di San Pietro e sulla facciata a ricordo ci sono gli stemmi marmorei del Vescovo di Vigevano Giacinto Scapardini, della Basilica di San Pietro e del Comune di Garlasco.

Nel 1938, fu inaugurato l’organo, della Casa Mascioni di Cuvio, che, con le sue 2066 canne, è il più grande della diocesi di Vigevano.

Dagli anni ’90, con Padre Gregorio Vitali, il Santuario ha visto un lungo restauro, che ha interessato la Cappella della Confessione, il presbiterio, l’ambone, con la nuova Cappella della Galleria della Misericordia, decorata con affreschi e statue dell’artista Toffetti.

All’esterno del Santuario è stata completata la nuova cancelleria, liberando così gli spazi interni ora diventati una cappella per l’adorazione eucaristica e nel piano interrato, sotto la sacrestia e la nuova cancelleria, è stato ideato un salone per i pellegrini e per la catechesi, una sala per le prove di canto e il teatro del Santuario, che ospita gli spettacoli organizzati dal Gruppo, la festa di Capodanno, la pesca di beneficenza pasquale, e molte altre attività.

Riccardo Reina

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