Il teatro anatomico di Padova

Il teatro anatomico di Padova

Un aspetto meno conosciuto della storia della Padova nel Rinascimento…

È a Padova, e in particolare nello Studio patavino, che nacque la moderna anatomia che, evolutasi con lo sviluppo della scienza medica, divenne importante nel Quattrocento.

I documenti dell’epoca dimostrano com’era diffusa la costruzione di strutture provvisorie, che erano montate e smontate all’occorrenza, dove gli anatomisti tenevano le loro lezioni ed eseguivano gli interventi.

La forma di questi complessi ricordava quella degli anfiteatri romani e i corpi per le autopsie erano consegnati all’Università dalle autorità giudiziarie, infatti, si trattava spesso, anche se non sempre, di persone giustiziate.

Il Cinquecento è il secolo in cui l’anatomia padovana ebbe il massimo prestigio, quando in città insegnavano maestri come Andrea Vesalio, che dall’esperienza di Padova trasse lo spunto per il suo capolavoro, De humani corporis fabrica (1543), opera fondamentale dove viene citato anche un teatro anatomico in uso a Padova che poteva contenere cinquecento spettatori.

Altri grandi anatomisti del Cinquecento furono Gabriele Falloppio e Girolamo Fabrici d’Acquapendente, al quale si deve la realizzazione del Teatro di Padova che risale a quando, nel 1594, fu disposta la costruzione di un teatro anatomico stabile, che fu il primo esempio al mondo di struttura permanente creata per l’insegnamento dell’anatomia attraverso la dissezione di cadaveri.
Questo si sostituì definitivamente alle strutture provvisorie, ormai inadatte all’importanza che aveva assunto la disciplina.

L’opera, finanziata da fondi statali, fu inaugurata il 16 gennaio 1595, ed è un cono rovesciato interamente in legno articolato su sei livelli e cerchie sempre più larghi dal basso verso l’alto, di ampiezza variabile tra i 7,56 e i 2,97 metri.

All’interno l’illuminazione era assicurata solo da candele fino a quando, nell’Ottocento, fu aperto sul soffitto un lucernario, poi fatto richiudere.

Per tre secoli il Teatro ospitò, come aula-laboratorio, le lezioni di anatomia e le dissezioni dei cadaveri, generalmente tenuta da un professore e da due studenti con funzione di assistenti e, per rendere l’atmosfera meno cupa, era frequente l’esecuzione di musiche dal vivo.

Nel 1872 la facoltà medica di Padova si trasferì da Palazzo Bo ai locali dell’ex convento di San Mattia e l’attività del Teatro Anatomico, simbolo della scuola medica padovana, s’interrupe.

Il 5 maggio 1874 il medico e anatomista Giampaolo Vlacovich tenne nel teatro l’ultima lezione.

Oggi il Teatro Anatomico è una parte fondamentale del percorso delle visite guidate a Palazzo Bo.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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