La musica e la Luna

Perfetta per i sogni e i rimpianti dei poeti e dei molti romantici, la Luna è stata fonte ispiratrice, di canzoni, di musiche, di poesie, dalla Selene dei greci, passando per Giacomo Leopardi fino a Jules Verne.

Nel mondo della musica, c’è chi ha colto i diversi lati del nostro satellite, sottolineando come spesso sembri guardarci sorniona, ma anche le sue capacità ipnotiche, quasi riuscisse davvero a influenzarci la vita, almeno quando è piena.

Spesso accompagnando passioni e cullando amori…

E non è possibile in questa settimana così piena di ricordi della prima passeggiata sull’astro d’argento non ricordare qualche motivo.

Well, it’s a marvelous night for a moondance

With the stars up above in your eyes

A fantabulous night to make romance…”

1934 Blue Moon – Billie Holiday

Blue Moon è una canzone scritta nel 1934 da Richard Rodgers e Lorenz Hart. Divenuta da subito una hit, entrò nel repertorio di molte formazioni jazz dell’epoca.

Nel corso degli anni il brano fu riproposto da numerosi artisti come Benny Goodman, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Elvis Presley, Julie London, Elvis Presley, Rod Stewart, fino ai Beady Eye di Liam Gallagher nel 2011.

La versione più intensa è quella di Billie Holiday, la regina del jazz-blues. Con la sua voce unica e struggente. rende al meglio il titolo blue moon, cioè luna blu ma anche luna malinconica.

1939 Moonlight serenade – Glenn Miller

Moonlight Serenade è una canzone popolare americana composta da Glenn Miller cui si aggiunsero poco dopo le parole di Mitchell Parish.

Riscosse da subito un fenomenale successo, piazzandosi tra le prime dieci posizioni della classifica americana del 1939; in particolare, raggiunge la posizione numero tre nella Billboard Pop 100 mantenendola per 15 settimane.

Venne poi adottata come sigla dallo stesso Miller, per i suoi concerti. Nel 1991 l’originaria versione strumentale è premiata col Grammy Hall of Fame Award. L’ideale per cullarsi al chiaro di luna con un tocco vintage.

1959 Guarda che Luna – Fred Buscaglione

Il torinese Fred Buscaglione, scomparso nel 1960, ad appena 38 anni, fu il re dello swing italiano, un cantante che prima di tanti altri seppe coniugare ironia e ritmo, mito americano e melodia prima che, in una notte di febbraio, andasse a sbattere con la sua Ford Thunderbird color lilla contro un camion carico di porfido, morendo sul colpo.

Al suo attivo successi come Che bambola! del 1955, Eri piccola così e Buonasera (signorina) del 1958, scritte dallo assieme all’amico Leo Chiosso, paroliere di fiducia.

Dopo aver cantato a lungo di duri, gioco d’azzardo e amori maledetti, verso gli ultimi anni della sua carriera Buscaglione provò ad aprirsi anche ad altri generi e tematiche, con Guarda che Luna, un brano legato allo stile melodico che imperversava in Italia.

Nonostante la musicalità fosse più tradizionale, Buscaglione la interpretò dandogli un tono intimo e originale.

1964 Fly me to the moon – Frank Sinatra

Fly Me to the Moon (tradotto “Fammi volare fino alla Luna”) è un brano scritto da Bart Howard nel 1954 con il titolo In Other Words “in altre parole”).

La canzone divenne nota come “Fly Me to the Moon” dalla sua prima riga, ma ci sono voluti anni, perché gli editori cambiassero il titolo ufficialmente. Fu registrato per la prima volta nel 1954 da Kaye Ballard.

Nel 1961, Nat King Cole portò il brano al primo successo. Tra i tanti che l’hanno incisa,

Paul Anka, Tony Bennett, Shirley Bassey, Perry Como, Doris Day, Ella Fitzgerald, Rick Astley, Amy Winehouse, Judy Garland, Bobby Womack, Marvin Gaye, Sarah Vaughan, Tom Jones, Agnetha Fältskog, Michael Bolton, Michael Bublé, Nina Simone, Mina.

Frank Sinatra ha registrato la canzone nel 1964 nell’album It Might as Well Be Swing con la collaborazione di Count Basie. La sua versione è quella più nota al grande pubblico.

1970 Moondance – Van Morrison

Tempo sincopato ma confidenziale, ecco Moondance dello scontroso genio nordirlandeseVan Morrison.

Dopo gli esordi tra beat e blues con i Them, sul finire degli anni Sessanta Morrison, diede il via alla carriera solista, con Blowin’ Your Mind!, un disco interlocutorio che conteneva un pezzo come Brown Eyed Girl.

Subito dopo, tra il 1968 e il 1970, fece uscire quelli che sono considerati i suoi capolavori, Astral Weeks e Moondance, da cui arriva l’omonima canzone, che non venne pubblicata come singolo fino al 1977, un mix di rock e jazz, creando, assieme al testo, un’atmosfera magica.

Il brano parla dell’autunno, la stagione preferita del compositore, che verso la fine del pezzo imita un sassofono.

È alla posizione 226 della lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone. L’album Moondance è il secondo capolavoro riconosciuto di Van the man . La rivista Rolling Stone definì il primo lato di Moondance come “il lato più perfetto nella storia della musica rock”. Well, it’s a marvelous night for a moondance…

1979 E la Luna bussò – Loredana Bertè

Scritta da Mario Lavezzi assieme ad Oscar Avogadro e Daniele Pace, con l’arrangiamento di Lavezzi e dallo scozzese Tony Mimms. La canzone venne inserita nell’album Bandaberté e fu un successo nell’estate del 1979 e poi divenne un classicone.

Anche per il forte legame emotivo tra la luna del testo e la storia della Bertè, che la canta, nel pieno della sua potenza vocale e della sua carica sensuale. È una storia di un rifiuto fino alla disperazione, un brano che ha un ritmo incalzante, su una base reggae che era nel suo pieno boom nel periodo.

Portò definitivamente alla ribalta Loredana Bertè, che conquistò un disco d’oro. Il 45 giri salì fino alla posizione numero 6 e fu presentato anche al Festivalbar, diventando uno dei tormentoni di quell’estate.

1979 L’ultima Luna – Lucio Dalla

Tra i cantautori nostrani, quello ha usato più spesso la luna è stato probabilmente Lucio Dalla, che la cita in Anna e Marco, nel titolo dell’album Luna Matana del 2001, nel brano Il parco della Luna e in molti altri pezzi.

La canzone che più di tutte affronta il tema è sicuramente L’ultima Luna, incisa per la prima volta nel 1979 all’interno dell’album Lucio Dalla, uno dei suoi più grandi successi, poi cantata, nel corso degli anni, da cantanti e gruppi.

1983 Moonlight Shadow – Mike Oldfield

Oldfield aveva contattato Enya per cantare Moonlight Shadow, ma la cantante irlandese rifiutò per motivi di contratto. La parte vocale del brano venne eseguita infine dalla scozzese Maggie Reilly, storica collaboratrice di Oldfield. Fu subito un successore ovunque e fu non solo una hit dell’83 ma riconosciuta come uno dei brani simbolo degli anni 80.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it