La storia delle palme intrecciate di Bordighera

La storia delle palme intrecciate di Bordighera

Bordighera, perla della costa ligure, chiamata anche la Città delle Palme, è nota per una  leggenda,  legata al palmeto di dattilifere spontaneo più a nord di tutta l’Eurasia, che si perde nella notte dei tempi.

Da sempre i bordigotti raccontano che fu il santo patrono Ampelio, un anacoreta che dal deserto della Tebaide , approdò nel promontorio più meridionale dell’Italia settentrionale nel V secolo dopo Cristo, a portare ai primi abitanti i semi delle palme da dattero.

Ancora oggi, sugli scogli dove Ampelio visse fino alla morte, c’è una chiesa che domina il mare della  Liguria.

L’architetto francese Charles Garnier, che aveva una villa a Bordighera, disse che la città somigliava  più alla Palestina che all’Italia, inoltre le palme di Bordighera stupirono lo scrittore inglese Charles Dickens e sedussero il grande pittore impressionista Claude Monet.

Le palme più famose di Bordighera sono quelle che nascono dalla Phoenix dactylifera, cioè la palma da dattero  introdotta da Ampelio.

Quello della città ligure è il palmeto di dattilifere più settentrionale del mondo, dove un magistrato delle palme organizzava nel Medioevo la produzione e la vendita delle piante, da dove sono ricavati i parmureli, cioè quelle foglie, abilmente intrecciate, donate in Vaticano nella domenica che precede la Pasqua.

La storia delle palme intrecciate cominciò nel 1586  a Roma, quando papa Sisto V decise di far collocare in piazza del Popolo un gigantesco obelisco egiziano dal peso di trecento tonnellate, alto 25 metri, che Caligola aveva eretto in memoria di Augusto e Tiberio.

Era il 10 settembre e a Roma faceva ancora molto caldo, mentre l’operazione di erezione dell’obelisco, molto complicata , sembrava  fallire,  gli uomini che lavoravano per posizionarlo  faticavano sotto il peso della pietra.

Il Papa impose il silenzio assoluto, per la riuscita dell’impresa, ma ad un certo punto si udì una voce che diceva “Aiga ae corde!” cioè Acqua alle corde.

Quell’uomo era Benedetto Bresca, marinaio di Bordighera, che suggerì di bagnare le corde utilizzate per l’erezione del manufatto, il suo consiglio venne seguito e l’obelisco fu installato nella piazza.

Il Papa premiò il coraggioso ligure, concedendo a Bordighera il privilegio di fornire al Vaticano le palme intrecciate per celebrare la domenica delle palme che precede la santa Pasqua.

L’11 maggio 2011 fu fondata la “Cumpagnia d’a parmura” con lo scopo di tramandare i segreti dell’intreccio, ma anche di valorizzare quello che resta dello storico palmeto, decimato dalla malattia del punteruolo rosso,  e ripristinare un nuovo palmeto facendo nascere e crescere nuove dattilifere da piantare nei giardini pubblici e privati della città.

Paola Montonati

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