L’allodola, tra la notte e l’alba

L’allodola, tra la notte e l’alba
Crested lark (Galerida cristata) sitting on a wooden stick on a beautiful Sunny background.

Un uccello piccolo, che simboleggia il passare dal buio della notte al chiarore delle prime luci dell’alba..

L’allodola è un uccello, parte della famiglia degli Alaudidi, che ha, come caratteristica, quella di avere un piccolo ciuffo di piume erettili sul capo che mostra solo in caso di pericolo.  

Sia il piumaggio degli esemplari maschi dell’allodola che quello delle femmine risulta, nella parte superiore, di color marrone con leggere striature di nero mentre nella parte inferiore di un marrone più chiaro.

Molto agile sul terreno, l’allodola cammina e saltella abilmente mentre il volo risulta possente e con andatura ondulata, e si muove in piccoli stormi fino a qualche centinaio di metri dal suolo.

Generalmente il piccolo uccello nidifica in avvallamenti naturali che si trovano sul terreno deponendo dalle tre alle sei uova, che sono di color marrone – verde chiaro con piccolissime macchie di color marrone più scuro, in ognuna delle due o tre covate l’anno.

L’allodola è diffusa in quasi tutto il continente euroasiatico e gli esemplari che vivono a latitudini più elevate migrano verso l’Europa meridionale e il Nord Africa mentre quelli meridionali sono stanziali.

Il suo habitat preferito sono la campagna e le aree steppose ma non disdegna prati e pascoli, ma la si può trovare anche nei pressi di dune sabbiose.

Il simbolismo dell’allodola nella tradizione popolare è stato ispirato dal suo comportamento, infatti canta fin dai primi giorni della primavera sollevandosi quasi verticalmente sino a un’altezza tale che il suo corpicino quasi scompare nel cielo, poi dall’alto lancia una cascata di suoni simili a un crescendo musicale.

Per questo volo ascensionale e discendente il piccolo uccello ispirò la correlazione tra il cielo e la terra e infine divenne il messaggero tra l’umano e il divino.

Nella tradizione greca l’allodola era l’emblema di Artemide e, presso i Galli, era un animale sacro, considerato augurale.

Per la mitologia nordica, l’allodola era custode dei campi e spirito del grano e alcuni testi indiani la indicano come esempio di saggezza e spiritualità.

Infatti Allodola, in sanscrito, si dice bharadvaja, cioè colui che canta, che è anche il nome di uno dei saggi del Mahabharata, uno dei più grandi poemi epici dell’India, che, secondo la leggenda, fu nutrito proprio da questo piccolo uccello.

San Bonaventura di Bagnoregio, cardinale, teologo e filosofo del Duecento racconta che, alla morte di San Francesco, centinaia di allodole volarono sopra la casa del defunto, nonostante fosse notte inoltrata, per ricambiarlo dell’affetto ricevuto.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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