Sean Scully. Long Light – Villa Panza Varese

Villa Orrigoni Menfoglio Litta Panza, nota semplicemente come Villa Panza, posta sul colle di Biumo, proprio alle spalle del centro di Varese, da cui si gode uno splendido paesaggio, è considerata uno dei beni architettonici del Fai più preziosi di tutta la Lombardia.

Un vero e proprio gioiello del Settecento d’inestimabile valore, in quel contesto che rientra nelle “ville delizia” lombarde, una delle mete preferite dai turisti in cerca del bello e dell’arte, in un contesto particolare.

È conosciuta in tutto il mondo per la pregevole collezione di opere d’arte contemporanea di artisti americani, tutte ispirate alla luce e alle sue più svariate sfaccettature, raccolte a partire dagli anni cinquanta dal conte Giuseppe Panza di Biumo, appassionato d’arte e particolarmente attratto della luce, tema che contraddistingue un po’ tutte le opere conservate all’interno del pregevole edificio protetto dal Fai.

Nell’area dei rustici sono inoltre conservati esempi di arte ambientale realizzata da artisti come Dan Flavin, Robert Wilson, Win Wenders e James Turrel, ampio spazio è dedicato anche all’arte africana e ai manufatti precolombiani.

La villa è circondata inoltre da un enorme giardino all’italiana che si estende per oltre 33.000 metri quadrati, dove si trovano alcune opere dell’architetto Piero Portaluppi, come la serra e il tempietto.

Veri e propri angoli romantici ma anche sorprese, grazie alle opere del progetto Art in Nature con le installazioni site-specific realizzate appositamente per il parco dagli artisti Stuart Ian Frost e Bob Verschueren.

Le Opere della ”Collezione Panza”, oltre a quelle visibili oggi a Biumo, sono esposte nei più importanti musei internazionali: dal Guggenheim Museum di New York, al Museum of Contemporary Art di Los Angeles (MOCA), all’Hirshhorn Museum di Washington, all’Albright-Knox Art Gallery di Buffalo e al Museo Cantonale d’Arte di Lugano.

Nella ricca collezione permanente di Villa Panza è arrivata in questi giorni la mostra Long Light, dedicata al pittore americano Sean Scully, curata da Anna Bernardini, direttore della Villa, che sarà aperta fino a lunedì 6 gennaio 2020.

L’esposizione vede sessanta opere dai primi anni Settanta a oggi dell’artista statunitense di origine irlandese, uno dei protagonisti della scena pittorica contemporanea, con la sua ricerca sul colore, il gesto, gli equilibri, le geometrie e la luce, mentre le opere dialogano con quelle di artisti come David Simpson, Phil Simps, Max Cole, John McCracken.

Il percorso di visita inizia tra le sale della villa al primo piano e finisce nella grande Scuderia del piano terra, dove le opere ripercorrono la produzione dell’artista dai primi lavori su carta fino ai più recenti, dove le forme riaffiorano sulla tela, con parco un inedito site specific che entrerà a far parte della collezione permanente ricco di preziosissimi Landline di vetri, realizzati per l’occasione, che trasforma la serra del giardino, ideata da Portaluppi, in un raffinato ambiente di luce e colore.

Le opere in mostra, tra carte, fotografie, installazioni e dipinti, vanno dai primi acrilici su tela degli anni Settanta, come Backcloth o East Coast Light 2, in cui intricate trame di linee riccamente colorate creano illusioni spaziali, ai neri monocromi dove il nero è un colore e l’equilibrio tra sensualità e austerità è alterato in favore della prima, fino ai Doric, composizioni su piani verticali e orizzontali con un ricco tonalismo che trasmette l’intensità materica del colore.

Nella serie dei Passenger l’osservatore vede l’opera come una finestra che collega l’interiorità e l’esteriorità, mentre i Landline, suggestive partiture di colori in linee orizzontali, vedono un movimento dove i contorni dei paesaggi rivelano la dimensione personale di esperienze, traumi e memoria.

Legate agli anni di Scully in Irlanda le opere rimandano ai momenti dove l’artista osservava il mare, ispirazione continuata durante il suo soggiorno veneziano dove l’acqua attraverso i canali lascia segni indelebili nella pietra delle architetture.

A Villa Panza c’è un trittico della serie di Eleuthera che descrive il figlio dell’artista, Oisin, sulla spiaggia alle Bahamas dove la figura umana è in una sintassi astratta, oltre a lavori complessi simbolo di una ricerca pittorica e delle sue suggestioni.

La mostra ha il sostegno di Japan Tobacco International, partner istituzionale del Bene, che dal 2012 affianca la Fondazione per le grandi mostre volte a promuovere il patrimonio culturale di Villa e Collezione Panza ed è aperta tutti i giorni, esclusi i lunedì non festivi, dalle 10 alle 18.

Il biglietto d’ingresso intero costa 15 euro, ridotto 7 e per gli iscritti Fai 6.

Riccardo Reina

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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