Sotto il Monte: il paese del Papa Buono

Per chi abita in provincia di Milano, di Pavia o di Varese una gita o un pellegrinaggio a Sotto il Monte, sono una meta quasi obbligata, anche dopo la canonizzazione di Giovanni XXIII.

Le prime notizie storiche sul paese di Sotto il Monte risalgono al XI secolo, quando presso il piccolo borgo di Bercio, allora sotto la tutela della chiesa di Terno, vennero stabiliti i primi insediamenti.

Adagiato sui pendii del monte Canto, in poco tempo il paese divenne parte della curia di Bergamo, che lo affidò ai monaci benedettini di Fontanella, fondatori del priorato di Sant’Egidio.

In poco tempo i religiosi cambiarono radicalmente la vita del piccolo borgo, intorno a uno dei suoi monumenti più significativi, la Torre di San Giovanni, risalente all’epoca romana.

Dopo la seconda guerra d’Indipendenza, Sotto il Monte venne annesso al regno d’Italia.

Quello che fece entrare il piccolo borgo nella storia fu la nascita, il 25 novembre del 1881, di Angelo Roncalli, primo figlio maschio di una famiglia contadina, oggi conosciuto in tutto il mondo come Giovanni XXIII, il Papa Buono, che con il Concilio Vaticano II cambiò per sempre il volto della Chiesa.

Per tutta la vita Giovanni XXIII rimase molto legato al suo paese d’origine, e fu amico personale di Pietro Carlo Carissimi, sindaco per due mandati di Sotto il Monte.

Nel 1961 il Papa regalò al suo paese le fotografie a volo d’uccello di tutto l’abitato, rimanendo molto stupito nello scoprire, in quell’occasione, la costruzione del primo condominio.

Dopo la morte del pontefice, l’allora presidente della Repubblica Antonio Segni, l’8 novembre del 1963, concesse a Sotto il Monte la nuova denominazione di Sotto il Monte Giovanni XXIII.

Il primo edificio importante è l’abbazia di San Egidio, fondata alla fine del X secolo dal nobile bergamasco Alberto da Prezzate, che dopo aver conosciuto un periodo di splendore fino al XII secolo, nella seconda metà del Novecento divenne centro di spiritualità grazie all’opera di David Maria Turoldo.

L’abbazia ha tre absidi orientate a est con semicolonne in calcare bianco e un fregio ad archetti pensili in cotto, oltre a un sacello nel chiostro dove si trovano i resti di Teiperga, sorella del fondatore e all’interno, diviso in tre navate, ci sono alcuni interessanti affreschi rinascimentali con il Cristo benedicente e altri santi.

Alle pendici del colle troviamo la torre di San Giovanni, che dopo la sua erezione nel 964 divenne in poco tempo uno dei principali baluardi difensivi di Bergamo, poi diventata la torre campanaria della chiesa romanica di San Giovanni, che fino al 1904 si ergeva al posto dell’attuale chiesa parrocchiale.

Molti sono i luoghi legati al nome di Giovanni XXIII, tra questi ricordiamo la rinascimentale chiesa di Santa Maria in Brusicco, dove il futuro papa celebrò il suo prima messa nel 1904, il Camaitino, prima dimora della famiglia Roncalli, in seguito dimora estiva del pontefice, poi museo con i ricordi più importanti, la casa natale del papa, che oggi non è solo un santuario di oggetti cari al giovane Roncalli, ma anche una fedele ricostruzione della camera dove nel 1881 nacque Angelo; infine il Seminario del Pontificio Istituto Missioni Estere, voluto dal papa negli ultimi anni della sua vita.

Altri monumenti da ricordare sono la chiesa di San Giovanni Battista, eretta agli inizi del Novecento, grazie all’interessamento di monsignor Radini Tedeschi, il santuario della Madonna delle Caneve, risalente al Settecento, notevole per l’altare sormontato da un antico affresco, con a fianco una tela della Vergine con bambino benedicente e la chiesa del Sacro Cuore in Botta di Sotto il Monte, edificata negli anni Trenta per onorare il Sacro Cuore di Gesù.

Riccardo Reina

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