Il 9 febbraio cade il ricordo di una santa dalla storia singolare…
Una delle prime fonti sul martirio di Sant’Apollonia è lo storico Eusebio di Cesarea che, nella sua Historia Ecclesiastica, riportò un brano di una lettera del vescovo San Dionigi di Alessandria, indirizzata a Fabio di Antiochia, dove vengono narrati alcuni episodi di cui il santo egizio fu testimone.
Verso la fine dell’impero di Marco Giulio Filippo, noto come Filippo l’Arabo, benché vi fosse un periodo di tregua nelle persecuzioni dei Cristiani, ad Alessandria d’Egitto scoppiò una sommossa contro i Cristiani, aizzata da un indovino pagano.
Fra le persone perseguitate fu anche una donna, Apollonia, nota per la vita esemplare e l’opera di apostolato, al punto che i denti le furono strappati con le tenaglie.
Apollonia venne poi trascinata presso un rogo e fu minacciata di esservi gettata se non avesse pronunciato parole sacrileghe contro Dio e, temendo che altri supplizi avrebbero potuto indebolire la sua volontà, la donna sfuggì ai suoi aguzzini e si gettò nel fuoco.
Nell’iconografia sacra la santa è raffigurata in giovane età, anche se nella Vita di San Dionigi è descritta come una donna di mezz’età, che impugna una tenaglia con un dente, visto come simbolo del suo martirio.
Il culto per la martire di Alessandria si diffuse sin dal primo Medioevo, prima in Oriente e poi in Europa, considerandola protettrice dei denti contro le relative malattie e poi dei dentisti e odontotecnici, mentre da subito la festa fu celebrata il 9 febbraio.
Sorsero anche chiese dedicate ad Apollonia, con i suoi denti, venerati come reliquie, ma erano così numerosi che papa Pio VI, che fu molto attento a questo genere di cose, li fece raccogliere e gettare nel Tevere.
Sant’Apollonia è anche compatrona di Catania e Asso e patrona di Ariccia, Bellaria-Igea Marina, Cantù, Camponogara, Cuccaro Monferrato e di Patrignone (AP).
In Austria un francobollo emesso in occasione di un congresso dentistico mondiale rappresenta Sant’Apollonia, con la pinza che stringe un dente.
