Le Costellation

Un’indagine sulle zone d’ombra della gestione del locale “Le Constellation”: dalle violazioni della Legge sull’Alcol all’uso improprio di un ex bunker militare.

La tragedia avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana non può essere archiviata come una semplice fatalità. L’incendio al Le Constellation, costato la vita a decine di giovani, apre un dibattito doloroso ma necessario sulla sicurezza e sul rispetto delle leggi federali.

Sotto la lente degli inquirenti non c’è solo la scintilla che ha scatenato l’inferno, ma un intero sistema di gestione. Un modello tollerato per un decennio che ha trasformato un vecchio rifugio sotterraneo in una trappola mortale, aggirando normative cruciali.

Il Bunker: una Discoteca mascherata e le Norme AEAI

Parte del locale era ricavato in un ex bunker militare, una struttura progettata per la difesa, non per l’intrattenimento. Per anni, quella sala sotterranea ha accolto ragazzi, fungendo di fatto da discoteca parrebbe senza le dovute autorizzazioni.

In Svizzera, la sicurezza antincendio è regolata dalle Norme Antincendio dell’AEAI (Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio). Queste impongono, per i locali di pubblico spettacolo, vie di fuga (uscite di sicurezza) dimensionate per il numero di persone e sistemi di estrazione fumi.

Sembra che il locale operasse in una zona grigia, eludendo i controlli obbligatori per il cambio di destinazione d’uso. Un bunker privo di adeguata ventilazione e con uscite limitate viola palesemente le direttive di sicurezza per l’affollamento (Direttiva AEAI 16-15).

Alcol e Minori: la Violazione della LAlc

Un punto critico riguarda l’età dei frequentatori, molti dei quali tra i 13 e i 16 anni. La Legge federale sull’alcol (LAlc), all’articolo 41, vieta espressamente la vendita di superalcolici ai minori di 18 anni.

Per birra e vino, la Legge sulle derrate alimentari fissa il limite a 16 anni. Tuttavia, le testimonianze descrivono la somministrazione indiscriminata di champagne e cocktail ad altissima gradazione anche a ragazzini ben al di sotto della soglia legale.

Questa gestione, mirata al profitto facile, ha ignorato l’obbligo di verifica dell’età (tramite documento d’identità), esponendo minorenni a rischi enormi e riducendo la loro capacità di reazione in caso di emergenza.

Giochi col Fuoco: l’Abuso della Pirotecnica e la LEspl

L’innesco fatale è stato causato da una candela pirotecnica. La Legge federale sugli esplosivi (LEspl) e le relative ordinanze regolano severamente l’uso di articoli pirotecnici.

L’utilizzo di fuochi (anche di categoria T1 per uso scenico) in luoghi chiusi richiede autorizzazioni specifiche e distanze di sicurezza che in un bunker basso e affollato sono impossibili da garantire.

L’uso quotidiano di questi dispositivi da parte del personale, in un ambiente con materiali fonoassorbenti infiammabili, costituisce una negligenza grave e una violazione diretta delle prescrizioni di sicurezza sui prodotti esplodenti.

Una tragedia evitabile

L’incendio di Crans-Montana sembrerebbe essere il risultato di una catena di violazioni sistemiche. Se fossero state applicate le norme AEAI sulle vie di fuga e la LAlc sulla protezione dei minori, il bilancio sarebbe stato diverso.

Non si è trattato di sfortuna, ma della mancata applicazione delle leggi in uno spazio intrinsecamente pericoloso. È ora che la giustizia chiarisca le responsabilità penali di chi ha permesso queste violazioni per oltre un decennio.