Earth Bits a Lisbona

Earth Bits a Lisbona

Tra scienza, cultura e design, per raccontare l’emergenza climatica che ha investito il mondo intero c’è Earth bits – Sensing the Planetary, progetto firmato dallo studio italiano Dotdotdot, che dal 5 aprile è protagonista della riapertura stagionale del Maat, il Museo di arte, architettura e tecnologia di Lisbona.

Un percorso multisensoriale, realizzato con il supporto scientifico e la collaborazione dell’ESA-European Space Agency, IEA-International Energy Agency, EDP Innovation e EDP Sustainability, che fa parte del palinsesto di esposizioni, attività didattiche e public program ideato dalla curatrice del museo portoghese Beatrice Leanza per approfondire temi più attuali legati alla trasformazione ambientale.

E che attraverso installazioni multimediali, dataviz, wallpaper digitali, video animati e una speciale consolle interattiva prova a generare una presa di coscienza individuale e collettiva sul tema.

Tra i loro clienti del gruppo, il Museo del ‘900 di Mestre (VE), il Piccolo museo del diario a Pieve Santo Stefano (AR), l’Aboca di Sansepolcro (AR) e, prossimamente, anche la mostra che racconterà la passione di Raffaello per le grottesche alla Domus Aurea di Roma.

Visitabile fino al 6 settembre, il racconto di Earth bits – Sensing the Planetary si snoda in quattro installazioni multimediali.

Ad aprire è Power rings, un dataviz che mostra il consumo di elettricità in Portogallo nel biennio 2019-2020, raccontando l’impatto delle misure adottate durante il primo lockdown e come il Covid-19 abbia influito sul fabbisogno energetico del Paese.

Si prosegue con 24Hours: the ecology and energy of our flux, grande murale illustrato di 12 metri che racconta, con una serie d’illustrazioni dettagliate, i meccanismi di consumo energetico che stanno alla base di 80 semplici azioni che si compiono abitualmente nel corso della giornata, da preparare un caffè a controllare Facebook.

Con la consolle The co2 mixer si può calcolare il proprio l’impatto energetico sul pianeta, in base al proprio stile di vita e alle proprie abitudini.

Infine, il grande wallpaper digitale ‘dipinto’ da dati e immagini Planet calls traduce visivamente l’insieme delle preziose informazioni del programma satellitare Copernicus dell’Esa, mostrando al pubblico la correlazione storica tra l’aumento delle emissioni di CO2 generate dalle azioni umane, il riscaldamento globale e le ripercussioni in atto come inondazioni, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, siccità e incendi.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: