Estate, tempo di musica: The Kinks

Estate, tempo di musica: The Kinks

Uno dei gruppi leggendari del rock britannico…

I fondatori dei Kinks furono i fratelli Davies, Ray, e Dave, cresciuti a Londra nel quartiere settentrionale di Muswell Hill, dove conobbero il rock&roll e lo skiffle, genere all’epoca popolarissimo in Inghilterra.

Nell’estate del 1963 un nastro prova inciso dai due con il nome di The Ravens finì nelle mani di Shel Talmy, produttore americano che gli procurò un contratto con la piccola etichetta Pye.

Poco dopo l’uscita del primo singolo, una cover di Long tall Sally di Little Richard, il quartetto, con Peter Quaife al basso e da Mick Avory alla batteria, cambiò il nome in Kinks.

Nel 1964 You really got me e All day and all of the night, con il loro riff inconfondibile, graffiante e ritmo incalzante, andarono rispettivamente al n.1 e 2 delle classifiche inglesi, gettando le fondamenta di quello che fu l’hard rock. Due brani che saranno poi la pietra angolare per tanti gruppi a venire, dai Ramones ai Clash, ma su tutti i Jam di Paul Weller, Oasis, Blur e il british pop degli anni 90 e duemila. La band pubblica anche “Stop Your Sobbing”, ricalcando il pop degli anni cinquanta. Brano che alla fine degli anni 70 troverà nuova vita, con un apprezzatissima cover dei Pretenders.

I Kinks s’impongono tra le maggiori realtà del beat britannico accanto a Beatles, Rolling Stones e Who, grazie alla penna raffinata e inconfondibile di Ray Davies e al marchio di fabbrica delle loro chitarre. Suscitando interesse anche dall’altra parte dell’oceano, dove però la carriera dei Kinks subì un brusco stop poiché, per ragioni mai chiarite veramente, ma probabilmente dovute al modo duro e selvaggio di stare sul palco, al termine di un tour estivo nel 1965 gli fu negato per quattro anni il visto d’ingresso negli Stati Uniti. Un divieto che costò molto al gruppo in termine di fama e diffusione, proprio nel momento in cui esplodeva la British Invasion.

Il gruppo tornò in Inghilterra e lo stile compositivo di Ray Davies ebbe una progressiva mutazione, affrancandosi via via dalle influenze americane per incorporare elementi della tradizione folk, pop e music hall inglese e concentrarsi su quadretti di satira sociale e penetranti studi di carattere, come Days, la sardonica Dedicated follower of fashion, Sunny afternoon, un numero uno in classifica nel 1966, la straordinaria Waterloo sunset del 1967 e Autumn almanac del 1968.

Le ambizioni crescenti della band la portano nel frattempo a confezionare album concepiti come opere a sé stanti, come The Kinks are The Village Green Preservation Society e Arthur, il primo è un concept incentrato su un’Inghilterra bucolica in via di estinzione che nell’autunno del 1968 ebbe buoni consensi di critica, ma fu un insuccesso commerciale e il secondo è una rock opera che ebbe il solo difetto di arrivare al pubblico dopo Tommy degli Who.

Alla boa del cambio di decennio e con John Dalton al posto di Quaife e il tastierista aggiunto John Gosling, i Kinks tornarono in America con il successo del nuovo singolo Lola, storia di un incontro ravvicinato con un travestito.

In seguito la band trovò un’altra casa discografica nell’Arista di Clive Davis, per la quale i fratelli Davies realizzarono tra la seconda metà degli anni Settanta e i primi Ottanta, una serie di dischi caratterizzati da sonorità hard rock della chitarra solista di Dave.

Nel luglio 1979 esce Low Budget, un album che riporta la band su livelli importanti, andando a toccare i generi più disparati, dall’hard-rock alla disco, al punk, alla new-wave. E proprio con la strizzatina alla disco molta in voga nel periodo che i Kinks sfoderano un brano incredibile “Superman”, sia per la storia del gruppo sia per il sound che suona ancora attualissimo a diversi decenni di distanza.

Il cambio di rotta si rivelò proficuo, e in America i Kinks proposero in tournèe vecchi classici accanto a nuove composizioni come Celluloid heroes e soprattutto Come dancing, che nel 1982, grazie anche a un apprezzato video in rotazione sulla nascente Mtv. Brano che fu un successo da classifica su entrambe le sponde dell’oceano.

Per il gruppo però la crisi era nuovamente dietro l’angolo: le tensioni e i litigi, quasi leggendari, tra i fratelli Davies si acuiscono quando il batterista storico, Mick Avory, fu sostituito da Bob Henrit, ex Argent, e i nuovi album passano quasi inosservati nonostante nel 1990 i Kinks vengano introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Dopo qualche disco senza infamia e senza lode per la London, il gruppo firmò per la Columbia e nel 1993 diede alle stampe Phobia, l’ultimo album pubblicato.

Nel 2014 fu pubblicato un cofanetto celebrativo, assieme ad una serie di ripubblicazioni degli album pubblicati dal gruppo fino al 1970.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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