Floyd Gottfredson, raccontare Topolino nei fumetti

Floyd Gottfredson, raccontare Topolino nei fumetti

Il fumettista che diede vita al Topolino per eccellenza, un ragazzo coraggioso e senza paura…

Floyd Gottfredson nacque in una stazione ferroviaria di Kaysville, in Utah, il 5 maggio 1906.e fin da giovane seguì corsi da disegnatore e vinse diversi premi, poi ottenne un lavoro come proiezionista e animatore e nel 1929 si trasferì in California, per collaborare alla realizzazione delle strisce quotidiane di Topolino.

Il giovane disegnatore entrò negli Studi Disney il 19 dicembre 1929, e fu assunto con uno stipendio di 18 dollari alla settimana come assistente animatore per passare, un anno dopo, alle strisce quotidiane sotto la direzione  di Walt Disney che gli assicurò un incarico che avrebbe dovuto essere temporaneo.

Inizialmente Gottfredson lavorava alla striscia come autore completo e dal 17 gennaio 1932 diventò il titolare della tavola settimanale, con l’aiuto di Al Taliaferro e Ted Thwaites, di cui si occupò fino al 1938, quando divenne il responsabile del reparto fumetti, che contava circa una decina di persone.

Una delle prime decisioni di Floyd fu quella di affidare la sceneggiatura delle strisce a Webb Smith, per poi passare negli anni successivi a Ted Osborne, Merrill De Maris, Bob Karp e Dick Shaw.

Il Topolino che Gottfredson raccontava agli inizi riprendeva molto da vicino il personaggio che stava appassionando il pubblico dei cartoni animati, poi gli affiancò svariate spalle, per esempio Paperino e Minni, oltre ad alcune storie con Orazio, infine l’autore riuscì a trovare il compagno di avventure perfetto con Pippo nella storia Topolino poliziotto e Pippo suo aiutante, che ispirerà 25 anni dopo Paperino e le teste a zero del grande artista genovese Giovan Battista Carpi.

Oltre alle avventure, Gottfredson si dedicò a storie più leggere con Topolino alle prese con vari animali, come Topolino e l’elefante, dove il topo si ritrova a dover accudire l’elefantino Bobo, oppure Topolino e lo struzzo Oscar, dove uno struzzo gli causa molti guai.

Nel 1943 De Maris passò il testimone a Bill Walsh, dando vita al periodo più felice per Topolino, valorizzato anche dal ripasso a china di eccellenti autori come Dick Moores, Bill Wright e Manuel Gonzales.

A Gottfredson nel 1947 successe Frank Reilly come direttore del reparto fumetti, così il disegnatore iniziò a dedicarsi completamente alle strisce del suo Topolino.

Il 26 settembre fece il suo esordio: Eta Beta nella storia Topolino e l’uomo del 2000, che divenne la spalla fissa di Topolino fino al luglio 1950, mentre il periodo d’oro si concluse nel 1955, quando il King Features Syndicate commissionò a Gottfredson storie autoconclusive, la prima delle quali è del 5 ottobre 1955.

Il 1 ottobre 1975, dopo 45 anni, Floyd andò in pensione, mentre la sua ultima striscia uscì il 15 novembre dello stesso anno.

In seguito Gottfredson si mise a dipingere, su richiesta del collezionista Malcolm Willits, le atmosfere delle migliori storie della sua carriera in una serie di acquerelli, con l’ultimo del 1983, e riprese i rapporti con il disegnatore italiano Luciano Bottaro e con gli amici disneyani di Rapallo, che gli inviarono un premio per i cinquant’anni di carriera.

Il 22 luglio 1986, dopo una lunga malattia, Floyd Gottfredson morì, lasciando un’indelebile impronta negli appassionati di Topolino.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
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