Gala Dalì, vivere per l’arte

Gala Dalì, vivere per l’arte

Helena Devulina Diakonoff, nota come Gala Éluard Dalì, fu l’amante, moglie, modella, musa ispiratrice e angelo custode di Salvador Dalì…

Il primo incontro della coppia avvenne nel 1929, quando un gruppo d’intellettuali e pittori surrealisti, tra cui Luis Buñuel, René Magritte e Paul Éluard, si recò a Cadaqués a conoscere l’eccentrico e stravagante genio catalano, che l’anno precedente aveva firmato il Manifesto Antiartistico.

Per Dalì, l’apparizione di Gala fu una folgorazione e la identificò dal primo istante come la donna dei suoi desideri, quella che aveva sempre sognato, fisicamente perfetta e seducente, così affascinante, fiera, sicura di sé; la donna angelo, un ideale, un mito o forse una divinità.

Da allora Gala sarebbe stata il vero amore del grande artista, nonostante fosse la sposa di Paul Éluard.

In perfetto stile daliniano, Gala promise amore eterno a Dalì, nelle sue vesti di donna dalla forte personalità, figlia di un avvocato russo, sicura di sé, amante dell’arte, di tutto ciò che suscitava piacere e godimento e inseparabile dal denaro e che divenne la salvezza fisica e mentale del pittore.

Quella fra Gala e Dalí fu una fusione assoluta sia artistica che sentimentale consumatasi nell’arco di cinquant’anni, durante i quali fu l’unica modella e principale soggetto d’ispirazione dell’artista ma anche coautrice di molte delle opere tarde di Dalí, firmate con il doppio nome di Gala – Salvador Dalí.

A questa femme fatale magnetica, inquieta, cui nessun uomo sembrava poter resistere, non mancavano pragmatismo e fiuto per gli affari, doti che mise al servizio di Dalí di cui, come agente e manager, curò le relazioni con compratori e gallerie migliorandone le condizioni economiche e il rapporto con il mercato.

Si sposarono due volte, nel 1934 civilmente e in chiesa, nel 1958, a Girona, vissero fra Parigi, la Spagna e gli Stati Uniti, dove fuggirono all’inizio della seconda guerra mondiale per poi tornare in Europa nel 1948.

Dal 1948, rientrati in Europa, la coppia passò le estati in Spagna, a Port Lligat, e gli inverni a New York o Parigi.

Gli anni passarono e la differenza di età fra i due cominciò a farsi sentire, tanto che Gala non accettò di invecchiare e si sottopose a interventi e lifting di ogni tipo, ebbe molti amanti e l’unione con Dalí si trasformò pur rimanendo forte e indissolubile.

Nel 1968 i due comprarono il castello di Pubol in Catalogna, dove Gala fu sepolta dopo la morte avvenuta il 10 giugno 1982 a 88 anni.

Il suo corpo, tanto amato e tanto dipinto, fu imbalsamato e deposto nella cripta del castello, per volontà di Dalí, che morì sette anni dopo.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it

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