Il calcio sopra la traversa: Vigevano Calcio

Il calcio sopra la traversa: Vigevano Calcio

Cento anni per la squadra portabandiera del calcio lomellino, la più titolata del calcio pavese con le sue undici partecipazioni al campionato di Serie B, l’ultima nel 1959. Ma negli ultimi anni con una vita molto travagliata.

La storia del calcio vigevanese cominciò nel 1898, quando nacque la Pro Vigevano, squadra che disputava gare amatoriali per lo Sport Club.

La prima cronaca, che risale al 29 maggio 1910, parla, sul Corriere di Vigevano, della sconfitta contro la Silvio Pellico per 3 a 0 e la successiva, sempre dello stesso giornale, descrive la brillante vittoria il 15 febbraio 1914 per 5 a 0 contro la Costanza di Mortara.

Nel maggio 1919 nacque il Vigevano Football Club con presidente l’ing. Ugo Attanasio che si unisce nel settembre successivo con la Vigevano Società Ginnica per formare il Vigevano, nell’aprile 1920 rinacque la vecchia Pro Vigevano dello Sport Club che assorbì i calciatori della Vigevano.

Fu però nel 1921 che fu definitivamente fondata la squadra attuale, il nome iniziale era Giovani Calciatori Vigevanese con presidente Francesco Laboranti. La squadra si affiliò al Comitato Regionale lombardo della F.I.G.C. iscrivendosi al campionato di Terza Categoria lombarda nel girone B, classificandosi al 3º posto venne ammessa in Terza Divisione lombarda, il massimo livello regionale dell’epoca.

La casacca inizialmente è rosso nera, ma il 24 aprile dello stesso anno si passò a quella che sarà poi la maglia storica degli anni successivi, quella bianco celeste e che il 1 maggio festeggiò con una vittoria contro la FBC Macello di Milano per ben 7 a 0.

Il Comune mise a disposizione dei giocatori una parte dello spazio del piazzale della Fiera che, dovendo essere recintato, fu al centro di una sottoscrizione cittadina per la costruzione di una staccionata in legno.

Militò in Terza Divisione per cinque stagioni, raggiungendo le finali lombarde in quattro di esse. Nella stagione 1925-26 si classificò al 1º posto nel girone A delle finali, ma non venne promossa a causa di troppe gare sottoposte a inchiesta per illecito sportivo. L’ultima partita della stagione fu contro la Chieri s’impose per 8 a 1. Si scoprì che la partita era stata venduta, la squadra venne retrocessa e il presidente Bepi Crespi radiato.

Nella stagione 1926-27 vinse nuovamente le finali, venendo questa volta promossa in Seconda Divisione Nord. Nel 1929, conquistò la Prima Divisione, paragonabile all’attuale terza serie.

La stagione dell’esordio in Prima Divisione fu da protagonista, vinse il Girone D, venendo ammesso alle finali; centrando poi al primo tentativo la prima storica promozione in Serie B. La stagione dell’esordio nel campionato cadetto fu ancora da protagonista con la squadra a lottare per la conquista della Serie A. Al termine dell’annata fu 4º posto, a pari punti con l’Atalanta, ma con otto punti in meno rispetto alla zona promozione. La stagione seguente fu di transizione conclusa con il nono posto. Nel 1933-34, i biancocelesti condussero un campionato di vertice, conquistando il 2º posto nel girone A, qualificandosi alle Finali, dove chiuse al 5º posto. Nel 1934-35, invece, sempre con la quinta piazza, venne ammessa alla serie cadetta  tornata al girone unico.

L’annata seguente segnò invece la fine di un ciclo, che portò alla retrocessione in Serie C, proprio quando fu ultimata la costruzione del nuovo stadio polifunzionale con una capienza di 20mila spettatori, che nel 1992 verrà poi intitolato allo storico presidente Dante Merlo. Nel frattempo la società cambiò denominazione in A.C. Vigevano.

La permanenza nella terza serie, durò una sola stagione: nella stagione 1936-37, vincendo il girone B, tornò immediatamente tra i cadetti. Rimase in Serie B per tre stagioni, riuscendo a salvarsi nelle prime due annate, ma retrocedendo al termine del 1939-40. Nelle stagioni successive militò in Serie C. Nel 1941-42 l’accesso alle Finali di Serie C sfumò solo per peggior quoziente reti rispetto alla prima classificata. Anche nella stagione 1942-43, ultima prima della sospensione dei campionati, si classificò 2° nel proprio girone, mancando di nuovo l’accesso alle Finali promozione.

Durante la Guerra la squadra disputò il Torneo benefico lombardo e fu ricostruita a conflitto terminato dal commerciante di pellami Aldo Gilardi. Nella stagione 1945-46, come squadra di terza serie, fu ammessa per meriti sportivi al campionato Alta-Italia, piazzandosi al primo posto nel proprio girone a pari merito con l’Alessandria, venendo ammessa al torneo finale conquistando di fatto la Serie B. Nel torneo di finale con altre cinque squadre Alessandria, Pro Patria, Cremonese, Reggiana e Padova, valevole per la promozione in Serie A, si piazzò al terzo posto.

In Serie B, il Vigevano rimase per due stagioni, il testimone era passato da Gilardi a Luigi Colombo.

Nella stagione1946-47 riuscì a salvarsi agevolmente, classificandosi al 7º posto nel girone A, ma in quella successiva, a causa del ritorno della Serie B a girone unico a partire dalla stagione successiva, il 9º posto nel girone A non bastò per evitare la retrocessione in Serie C. La presidenza era passata prima a Oreste Maggi e successivamente a Mario Masseroni, figlio di Carlo Rinaldo, presidente dell’Inter.

Nella stagione 1948-49 in C, il Vigevano si salvò inizialmente sul campo, ma seguito dello scandalo Brasca, giocatore del Magenta, con doppio tesseramento e le seguenti decisioni della FIGC che intervenne sulla classifica, lo vide scendere al 20esimo posto, portandolo così alla retrocessione in Promozione. La società biancoceleste protestò a lungo, poiché non aveva avuto la minima parte nello scandalo Brasca. La Federazione fu comunque inflessibile e non cambiò il verdetto. Nella stagione 1949-50, il Vigevano, che si era classificato al 2º posto nel girone D della Promozione, venne ripescato.

La FIGC aveva deciso tornare alla Serie C con girone unico a partire dalla stagione 1952-53, solo le prime tre classificate di ognuno dei quattro gironi, più le due migliori quarte, si sarebbero salvate. Il Vigevano, sotto la presidenza Masseroni riuscì a vincere il proprio girone. Normalmente la vittoria del girone garantiva la promozione automatica in B ma, per la riforma dei campionati, per quella stagione i posti per la serie cadetta furono ristretti a uno (invece dei soliti quattro), per cui le quattro vincenti dei gironi furono costretti a scontrarsi tra loro nel girone finale che metteva in palio una promozione in Serie B: il Vigevano chiuse 4° e la promozione in cadetteria sfumò.

Nella stagione 1952-53 in Serie C, il Vigevano tuttavia non riuscì a salvarsi, chiudendo al 17º posto e precipitando in IV Serie. Categoria in cui rimase per due stagioni, ritornando in Serie C al termine della stagione 1954-55 con presidente Santino Battelli: in quella stagione, dopo aver vinto il girone B, vincendo anche la finale del Nordovest. Perse però la finale del Nord Italia, che dava accesso alla finale per il titolo di Campione d’Italia di IV Serie, contro la Mestrina.

Tre stagioni dopo (1957-58), chiudendo al 2º posto il girone unico di Serie C, venne promosso in Serie B. La permanenza tra i cadetti si concluse dopo una sola stagione: il 19º posto determinò una nuova retrocessione dando il via a un periodo particolarmente difficile.

Nella stagione 1959-60 arrivò infatti la seconda retrocessione di fila, in Serie D. Categoria in cui il Vigevano, rimase per quattro stagioni di fila, in posizioni di rincalzo. Al termine dell’annata 1963-64 arrivò anche la retrocessione in Prima Categoria lombarda, dove rimase sino 1966-67, quando fu ripescata. Dopo campionati a metà classifica nel 1971-72 lottò per la promozione in C contro il Legnago: entrambe le compagini chiusero in testa il girone B. Nello spareggio promozione fu il Vigevano del presidente Belotti e del tecnico Angelo Galimberti a prevalere ( 1-0), ritrovando così la Serie C dopo un decennio di crisi di risultati.

Restò in Serie C per quattro stagioni, riuscendo a salvarsi nelle prime tre, sotto la guida di Lamberto Giorgis, in campo tra i tanti i portiere Pietro Villa, il centrocampista Dedè. l’ala Ennio Fiaschi, il centravanti Luigino Vallongo. Precipita di nuovo in Serie D al termine della stagione 1975-76. Al termine della stagione stagione 1977-78 venne ammessa nella neocostituita Serie C2 in virtù del 4º posto nel girone B della Serie D, ma la stagione successiva, nonostante la salvezza raggiunta, la società fallì e le venne revocata l’affiliazione dalla F.I.G.C.

Nell’agosto 1979 la squadra assunse la nuova denominazione Football Club Vigevano con presidente Cesare Codecà e vicepresidente Armando Pollini, e ammesso a disputare il campionato di Prima Categoria lombardo. Riuscì a centrare al primo tentativo la risalita in Promozione vincendo lo spareggio con la Castelnovese con cui si era piazzato primo a pari punti. Nella stagione 1981-82 il ritorno in Interrgionale, sfuggì sul campo dopo gli spareggi con Pro Sesto, Brembillese e Pro Palazzolo, ma in estate fu ripescata.

Nell’estate del 1982, dalla vicina Magenta, dopo due campionati di Promozione, approda un ventenne che segnerà la storia a venire del Vigevano, Alessandro Polizzotto. Rimane per undici stagioni consecutive in biancoceleste. Nel 1992-93 passa alla Pro Patria dove vince il campionato di Eccellenza. Ancora una stagione con i bustocchi in Interregionale prima del suo rientro a Vigevano nell’estate del 1996 dopo la parentesi di Corsico. Nel 2000-01 vince il campionato di Eccellenza dopo un emozionante testa a testa con Casteggio e Guanzatese. Nel campionato successivo festeggia la 500′ partita in maglia biancoceleste prima di abbracciare la carriera di allenatore sempre a Vigevano. In tutto per lui 600 partite in diciassette anni in biancoceleste,

Il Vigevano rimane in Interregionale per sette stagioni, raggiungendo il massimo risultato nelle stagioni 1982-83 e 1986-87 in cui chiuse il proprio girone al 3º posto. Nella stagione 1989-90 arrivò tuttavia l’amara retrocessione in Promozione, con una squadra inadeguata, costruita in assolute ristrettezze attorno al solo Alessandro Polizzotto, già capitano da tre stagioni. Dalla Promozione riemerse subito, grazie alla nuova proprietà formata da due imprenditori milanesi, Paolo Barzaghi ex dirigente del Milan da Giussano e Luciano Fantoli di Caleppio di Settala. Fu rifondata la società con il nome di Football Club Vigevano con Alfonso Manzoni, già presidente della società, come Amministratore Unico.

La squadra vede ds Bonacina e la guida tecnica, affidata al rientrante Walter Massone, in campo con la fascia da capitano e il ruolo di libero Massimo Venturini (ex Novara, Pistoiese Sampdoria, Avellino, Catanzaro e Pescara). Il rinato Vigevano conduce una lunga cavalcata ritrovando dopo anni anche un discreto pubblico ma per la promozione in Interregionale deve affrontare gli spareggi con Abbiategrasso, Tritium, Lentatese e San Paolo d’Argon. All’ultima e decisiva giornata ai biancocelesti serve una vittoria a Paullo contro la Tritium, che arriva all’88’, grazie al bomber Lorenzo Garavaglia.

Lo slancio iniziale della dirigenza si affievolisce nelle stagioni successive; dopo un anno discreto con Massimo Venturini come tecnico con salvezza tranquilla, inizia il declino e il progressivo disimpegno di Barzaghi, già lasciato da Fantoli in precedenza. Arrivano così  due traumatiche retrocessioni consecutive che riportano i biancocelesti in Promozione, con la squadra abbandonata che gioca sul neutro di Gambolò, tra mille tensioni. Con l’addio di Barzaghi, si prova anche la strada dell’azionariato popolare ma con scarsissimo successo. Sono stagioni altalenanti per il Vigevano, tra promozioni fallite di un soffio e campionati di rincalzo calca per ben quattro stagioni i campi della Promozione. Periodo in cui brilla soprattutto l’eterno Polizzotto, rientrato dopo tre anni di lontananza e sempre più trascinatore, e Marco Poma, che totalizza un buon numeri di reti.

I biancocelesti sotto la guida del presidente Martinoli, riuscirono a risalire in Eccellenza solo al termine della stagione 1997-98 con allenatore Pierangelo Pusineri. Ritornando in Serie D al termine della stagione 2000-01.

Dopo due buoni campionati, chiusi nella metà superiore della classifica, il club retrocesse in Eccellenza al termine della stagione 2004-05, perdendo i play-out col Casteggio-Broni, ma venendo ripescato in estate. Al termine del campionato 2005-06, retrocesse di nuovo perdendo un altro spareggio salvezza col Savona 5-2.

Il Vigevano ritrovò la Serie D al termine della stagione 2008-09, ma ritornò in Eccellenza due stagioni dopo, al termine della stagione 2010-11.

Nelle successive stagioni il club biancoceleste cambiò più volte proprietà, senza mai trovare continuità. La stagione 2014-15 vide il Vigevano terminare all’ultimo posto il proprio girone di Eccellenza, e per tre partite non si presentò. Il 24 settembre 2014, il tribunale di Pavia aveva dichiarato il fallimento del Vigevano Calcio s.r.l., autorizzando la società a concludere la stagione in corso mediante esercizio provvisorio.

Al termine del campionato, la F.I.G.C. dispose la revoca dell’affiliazione della squadra, estromettendola dai campionati nazionali.

Dopo essere stato attivo col solo settore giovanile nella stagione 2015-16, in cui lo svolgimento delle attività di prima squadra era affidato all’Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Vigevano Suardese, seconda squadra cittadina, nella stagione 2017-18 ha militato nel campionato pavese di Seconda Categoria, con la nuova denominazione di Vigevano Calcio 1921. Innescando poi una dura lotta per il marchio e il percorso storico tra le due società. Si arriva a una rottura tra le due società: la Pro Vigevano guidata dalla Famiglia Mascherpa, assume la denominazione di Società Sportiva Dilettantistica Città di Vigevano e adotta un simbolo molto simile all’emblema storico del Vigevano Calcio, prendendo parte al campionato di Promozione e vincendo il proprio girone. La tifoseria storica vigevanese decide di schierarsi con questo sodalizio.

Per la stagione 2016-17 invece l’A.S.D. F.C. Vigevano 1921 ricostituisce la prima squadra e s’iscrive alla Terza Categoria.  Nell’anno successivo si fonde con l’Atletico San Giorgio, cambia denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Vigevano Calcio 1921 e s’iscrive alla Seconda Categoria. Nel 2017-18,  perde la finale play-off contro la Sported Maris. Ma viene ammesso in Prima Categoria via graduatoria regionale ripescaggi. Categoria in cui milita ancora oggi per la stagione 2020-21. Mentre il Città di Vigevano milita in Promozione.

Paola Montonati

Per info scrivere a: redazione@personalreporternews.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: