Il mistero del Le Constellation licenza a un franco e controlli fantasma

Ombre sulla gestione Moretti e sulle negligenze comunali a Crans-Montana: dai debiti milionari alle ispezioni mai effettuate sulla sicurezza.

Un franco simbolico. Sarebbe questa la cifra irrisoria versata da Jacques Moretti e sua moglie Jessica nel 2015 per acquisire la licenza de “Le Constellation”.

Questo dettaglio sconcertante emerge dagli atti dell’inchiesta sul rogo che, la notte di Capodanno, ha devastato il locale di Crans-Montana, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116.

La coppia, che possiede diversi altri locali nella nota stazione sciistica del Canton Vallese, si trova ora al centro di una complessa indagine per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi.

Ieri Jacques Moretti, attualmente detenuto, ha affrontato un interrogatorio fiume durato oltre dieci ore davanti ai procuratori pubblici e a una platea di circa 40 avvocati delle parti civili.

Durante il confronto sono emerse pesanti contraddizioni. L’imprenditore ha dichiarato di non avere debiti, pur avendo ipoteche immobiliari per circa 4 milioni di franchi svizzeri.

A fronte di questi impegni milionari, le carte depositate dagli inquirenti mostrano una liquidità quasi inesistente: sul conto cointestato con la moglie Jessica Moretti risulterebbe un saldo di appena 450 euro.

Resta oscura anche la questione dell’affitto. Alcuni giornali avevano riportato un canone mensile di 40mila euro per i primi cinque anni, una cifra che spiegherebbe la cessione della licenza a prezzo simbolico.

Tuttavia, né dalle carte processuali né dalle dichiarazioni degli indagati emerge traccia di questi pagamenti, rendendo la scalata economica dei coniugi ancora più nebulosa.

Parallelamente, l’inchiesta si allarga alle responsabilità istituzionali. Un reportage dell’emittente svizzera Rts ha svelato gravi lacune nei controlli da parte del Comune.

Le autorità locali non avrebbero mai verificato la schiuma fonoassorbente applicata al soffitto, rivelatasi poi un innesco letale per la propagazione delle fiamme nel seminterrato.

Dopo le uniche due ispezioni effettuate nel locale negli anni passati, erano state prescritte misure urgenti di adeguamento alle norme antincendio, da risolvere entro tre mesi.

Nessuno, però, ha mai verificato che tali prescrizioni fossero state rispettate, lasciando il locale operativo in condizioni di sicurezza precarie fino alla tragica notte del primo gennaio.

Oggi l’attenzione si sposta sull’interrogatorio di Jessica Moretti, chiamata a chiarire la sua posizione e le dinamiche gestionali della società di famiglia.

Nelle prossime settimane, gli inquirenti si avvarranno della tecnologia: è prevista una simulazione virtuale dell’incendio per ricostruire l’esatta propagazione del fuoco e del fumo.


Fonti Verificate:

  1. RSI – Gli eventi nel bar di Crans-Montana ricostruiti graficamente

  2. Bluewin – Il Comune di Crans-Montana sapeva delle irregolarità

  3. Sky TG24 – Crans-Montana, Moretti interrogato per 10 ore